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08 August 2016 @ 10:00 am
Recensione - La ragazza che sapeva troppo by M.R. Carey  
Titolo: La ragazza che sapeva troppo
Autore: M.R. Carey
Genere: zombie, post-apocalittico

Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione.
Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all’epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà?


Ho sempre amato i libri che parlano di apocalissi zombie e questo libro non è da meno. Nonostante l'inizio un po' (forse troppo) lento, il romanzo indaga su un aspetto sociologico molto importante che raramente viene trattato in testi simili, troppo concentrati sul lato survival che quello personale, ovvero "questi zombie sono persone?" Una domanda non così scontata se teniamo conto che la protagonista è Melanie, una bambina genio che non conosce altro che le sue maestre, rinchiusa in una base militare perché... beh, ha un problema non indifferente.
Nonostante la vita dura che conduce, Melanie è felice perché c'è Helen Justineau, la sua maestra preferita che le legge sempre miti greci e stimola la sua portentosa intelligenza. Questa felicità è destinata a durare poco, così la bambina, la maestra, il sergente Park, un soldato e la crudele dottoressa Caldwell sono costretti alla fuga in un mondo dove sopravvivere è praticamente impossibile.
Forse solo il finale mi è parso un po' raffazzonato e messo su alla veloce per concludere.
Due cose mi sono piaciute principalmente di questo libro. La prima è il tipo di patogeno che genera l'epidemia zombie, ovvero quella del fungo. Brillantemente spiegata per buona parte del libro, la spora che rende gli esseri umani degli zombie si comporta esattemente come fa un fungo, ovvero cambia e si adatta alle difficoltà, ma soprattutto varia a seconda della densità della popolazione.
La seconda cosa è il senso di grigio e malinconia che questo libro lascia dietro, esattamente come la mia precedente lettura "La Strada". Oltre alle riflessioni importanti come il "questi zombie erano persone", c'è sempre quel sottile filo di speranza che però non è affatto quello che ci si aspetta.

 
 
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