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11 January 2010 @ 02:46 pm
[Green Day] King for a Day (2/?)  
Titolo: King for a Day
Fandom: RPS Green Day
Autori: queenseptienna  e vanryo 
Beta: narcissa63 
Rating: NC17
Pairing: Mike/Trè - Tré/Billie - Mike/Billie
Personaggi: Mike Dirnt, Billie Joe Armstrong, Tré Cool, altri
Numero Capitolo: 1 di ?
Genere: romantico, erotico, angst
Avvertimenti: slash, sesso descrittivo, altri in corso d'opera XD
Info: questa ff è il seguito di Why do you want Here?
Disclaimer: Non è mai successo e mai accadrà. Magari fosse vero ù_ù

NOTE: I warning e il rating sono riferiti a TUTTA la storia di cui ancora non so tutti i capitoli XD

CAPITOLO 1

Berkeley – Casa Armstrong – ad un’ora imprecisata della notte

-Mike Dirnt, sei uno stronzo.- Billie Joe pronunciò quelle parole taglienti, agitando una bottiglia di Bud’s sotto il naso dell’amico e facendogli spalancare gli occhi dallo stupore.
-Perché? Che c’è? Che ho fatto stavolta?!- il bassista non riusciva a capire esattamente cosa potesse aver combinato.
-C’è che sei uno stronzo!- ribadì il suo interlocutore con più enfasi –Ti stai comportando esattamente come quindici anni fa.-
Mike deglutì rumorosamente. Anche lui, da quando aveva avuto l’ultimo incontro bollente con Tré, in quella saletta polverosa, aveva la stessa orribile sensazione.
- Ah…ecco…ti riferisci a…- farfugliò a bassa voce
-Sì, sì, esattamente.- lo interruppe Billie seccato, prendendo a camminare per il salotto leopardato, sempre con la bottiglia stretta fra le dita. –Sai perché ieri, durante le prove, Tré ha smesso di suonare? Perché mi hai baciato.-
-Beh, e qual è la novità? Lo facciamo sempre.- borbottò il bassista, cercando di farsi piccolo piccolo sotto lo sguardo infuocato del moro.
-Non capisci mai un cazzo, quando sei in torto. Parlo della sua gelosia. Teme che tu venga di nuovo a letto con me.-
-E non è così?- ribatté candidamente l’altro, scansando al volo la ciabatta tiratagli dal cantante.
-No, razza di maniaco idiota. Il fatto che ci scambiamo qualche bacio di tanto in tanto o, che in questi quindici anni, ci sia capitato qualche rara volta di scopare, non significa necessariamente che tu debba fare lo stronzo con lui
Dirnt prese fiato, abbassando lo sguardo sul tappeto. -Io e Tré non stiamo più insieme da molto tempo, lo sai.-
- Che lo sappia IO ha poca importanza, LUI ,invece, ne è a conoscenza?- Un’altra ciabatta sibilò, sferzando l’aria, molto vicino all’orecchio del bassista, che si salvò solo tuffandosi sull’orripilante fantasia animalier del sofà.
-Certo che lo sa. Insomma, si ripassa ogni donna gli capiti a tiro!- Mike, irritato, sputò quasi quelle parole e Billie Joe scoppiò a ridere, spargendo birra ovunque.
-Sei proprio un cretino.- sghignazzò
-E tu smettila di bagnarmi con quella roba.- mugugnò l’altro, asciugandosi alla bell’e meglio . –E piantala di insultarmi. E’ da quando sono arrivato qui che non fai altro!-
-Lo so, ma mi fa incazzare che tu sia così ottuso!- ribatté il cantante, accomodandoglisi sulle ginocchia in un’ improbabile posa da diva. –Tu non lo consideri più perché lui va a donne e lui va a donne perché tu non lo guardi, e ti diverti a fare il tacchino con me. La colpa è comunque tua.-
-Fammi capire… lui lo farebbe apposta… per farsi notare da me?- Dirnt lo fissò incredulo, risucchiando aria all’interno delle guance.
-Elementare, Watson.- rispose con sussiego il cantante, fiero di sé per avergli inculcato quella “difficile” nozione. –E’ per questo che la mia illuminatissima mente geniale ha concepito un piano grandioso ed assolutamente perfetto e…-
Il bassista scoppiò a ridere. –Si può sapere cosa vai farneticando?-
-Cazzate, credo. – considerò Armstrong semiserio - La sintesi è che ci prenderemo cura di Tré, lo coccoleremo e lo faremo sentire amato come merita.- concluse con un sorriso ammiccante. –Insomma Mike, tu sai che ti amo, però amo moltissimo anche lui e… forse è ora che se ne accorga. -
Mikey occhi blu scosse la testa divertito e sentenziò - Sei una puttana, BJ, l’ho sempre detto.-
-No, sono solo un uomo dal cuore molto grande.- ribatté l’altro con aria solenne.
- Ma piantala! Non farmi dire sconcezze…- intervenne il collega alzandosi di colpo dal divano e facendolo finire a terra con un tonfo.


Casa Wright – tarda mattinata del giorno seguente

-Tré ci sei, dannato cazzone?-
Billie si era praticamente incollato al campanello, ma ormai stava per perdere la speranza di ricevere una risposta. Dall’interno dell’appartamento non giungeva infatti alcun rumore. –Forse è uscito…-. Ipotizzò Armstrong con aria delusa.
Dirnt si sfregò le braccia con le mani. –No, è in casa, sono sicuro. Fa sempre così quand’è incazzato. Guarda sotto lo zerbino, ci dovrebbe essere una copia della chiave.-
Le sopracciglia del cantante fecero uno schizzo verso l’alto, ma si piegò comunque verso il basso e sollevò il tappetino, scoprendo così una piccola chiave di scorta, che infilò subito nella serratura. La porta si aprì, permettendo loro di accedere al loft e, una volta dentro, si diressero verso il soggiorno e la cucina, ma non trovarono traccia dell’amico. Infine giunsero di fronte alla camera da letto e, dall’uscio spalancato, poterono ammirare uno spettacolo davvero sorprendente: il padrone di casa, con i soli jeans addosso, si stava strusciando lascivamente sopra ad un tizio sconosciuto, anch’egli semivestito.
A quella vista, i due ospiti inattesi si lasciarono sfuggire un singulto sorpreso che fu immediatamente captato dal batterista. Questi alzò il capo con aria interrogativa e, non appena il suo sguardo si posò sui nuovi arrivati, ancora inchiodati sulla soglia, esclamò rabbioso -Che cazzo ci fate, voi due, in casa mia?!-
La voce di Tré era una lama di ghiaccio, terribilmente diversa da quella sensuale e maliziosa che aveva fino a qualche istante prima, mentre baciava l’uomo stravaccato sul suo letto. In quel momento, nello stomaco del bassista, si formò una specie di blocco di cemento, pesante e gelido.
L’immagine di Tré tra le braccia di un altro invase rapidamente il suo cervello, facendogli quasi rischiare un sovraccarico del sistema nervoso, per lo scoppio di gelosia che lo attraversò.
-Veramente… eravamo passati solo per…- balbettò Billie imbarazzato, e sì che mettere in difficoltà o stupire il frontman non era per niente facile! Questo suo insolito atteggiamento poteva avere un solo significato: le cose erano messe davvero male! Ostentando una disinvoltura che era ben lungi dal possedere, BJ ricominciò – Noi eravamo passati a trovarti solo per…-
-Non vi aspettavo e non siete graditi- tagliò corto il batterista –Del resto, come vi sarete accorti, al momento ho parecchio da fare -
L’uomo al suo fianco gli accarezzò gentilmente una mano, bisbigliando. –Sarà il caso che io torni a casa, tu ed i tuoi ospiti dovrete parlare… -
-No.- replicò secco Frank, sferzandolo con un’occhiata tagliente – TU rimani, tanto LORO stanno andando via, vero?? –
Gli interpellati, presi alla sprovvista, non seppero davvero cosa rispondere, anche perché nessuno dei due aveva mai considerato l’idea che Tré potesse stancarsi di Mike. Quest’ultimo, infatti, era addirittura pietrificato e senza respiro.
-Sì, è vero, ce ne stavamo andando.- biascicò Armstrong con un filo di voce, lanciando un’occhiata spaventata al proprio al proprio collega, che però continuò a fissare il pavimento.
-Molto bene, allora fuori!- Il batterista li mise praticamente alla porta, balzando su dal letto e spingendoli attraverso il corridoio. Una volta arrivati al portoncino sibilò –Non azzardatevi mai più. Non so cosa avevate in mente, ma mi avete rotto il cazzo, tutti e due!-
E con quest’ultimo insulto li sbatté in strada, chiudendo definitivamente l’uscio.
Scrollando le spalle, Cool tornò in camera dove Jack, quello era il nome dello sconosciuto, gli si fece incontro dicendo -Ehi, quei due mi pareva di conoscerli… Sono famosi? Ma che volevano da te?-
Wright scosse la testa ed un sorriso amaro gli si dipinse sul volto. –Famosi? Chi, quelli? No, figurati… non erano nessuno.-
-Allora, visto che ormai hanno tolto il disturbo, che ne dici di riprendere da dove ci eravamo interrotti?- mormorò Jack, accarezzandogli il collo scoperto, mentre Cool emetteva un gemito di fastidio, mascherato con prontezza. Cercando di rilassarsi, il batterista chiuse gli occhi ed appoggiò la fronte contro il muro, lasciando che le dita del compagno gli scivolassero sui fianchi per abbassargli i pantaloni.
In fondo era un uomo dotato di molta fantasia e forse, con un po’ d’impegno, sarebbe riuscito a credere che le mani che lo sfioravano fossero quelle di Mike…



continua…