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27 January 2010 @ 12:37 am
[RPS Ciclismo] Stelvio  
Titolo: Stelvio
Fandom: RPS Ciclismo
Autore: queenseptienna , sempre me
Beta: hikaruryu 
Pairing: Bartali/Coppi
Rating: NC17
Prompt: PRF Ciclismo, Bartali/Coppi, Dopo gara
Genere: erotico
Avvertimenti: sesso descrittivo, slash
Info: boiata infinita scritta per il p0rn Fest di fanfic_italia 
Info2: Dunque, questo è un prompt MALATO, infatti non sono riuscita neppure a convertire narcissa63  e la cosa mi turba. E’ uno di quei prompt che discutevo con fiorediloto , quelli con cui si dovrebbe fare un bel sondaggio per “prompt più idiota e/o brutto del Fest”. Di sicuro non vincerebbe (Polifemo, io ho ancora negli occhi Polifemo e Fiore sa perché XD), ma avrebbe delle buone chance XD
Disclaimer: entrambi sono morti, non è mai successo, bla bla le solite cose u,u



Tornerò con un leone. Voglio impagliarlo e regalarlo a Bartali. (cit. Fausto Coppi)



Scendere lo Stelvio sarebbe stato una passeggiata, ma risalirlo era una lunga ed estenuante impresa che aveva decimato il gruppo, facendo da sé una preziosa cernita. Infatti erano molti quelli che non se l’erano sentita di affrontare la montagna, un po’ perché nessuno di loro era scalatore ed un po’ perché molti erano sfiancati dal tratto di strada in costante pendio affrontato in precedenza.
Bartali sorrideva a quel pensiero, fiero della propria preparazione atletica che gli permetteva, come al solito, di essere in testa. Il freddo pungente non lo turbava più di tanto, la sua mente non era concentrata sulle condizioni atmosferiche, bensì sul muovere le gambe come un mantice - una macchina - senza fermarsi mai, perché sapeva che altrimenti non sarebbe più ripartito.
Non si permetteva nemmeno il lusso di bere un sorso dell’acqua e zucchero che aveva nella borraccia; l’aria gelida gli avrebbe ghiacciato la bocca e lui non poteva permettersi di pensare ad altro. Forse, durante la discesa, avrebbe potuto mangiare uno dei pezzi di mela che aveva nelle tasche della maglia, poste sulla schiena.
Fu distratto dallo sfarfallare incessante di un paio di pedali dietro di sé e gemette irritato. –Oh, Fausto!- esclamò ad alta voce, senza nemmeno voltarsi e stringendo le dita sul manubrio della bicicletta.
Una risatina gli giunse in risposta da parte del giovanissimo campione novese che gli stava alle costole. Ultimamente non lo sopportava più quel ragazzotto che tentava in ogni modo di strappargli il titolo.
-Gino!- Coppi aumentò il ritmo della pedalata e gli si accodò in curva, sfiorando quasi il palmer posteriore del toscano, a rischio di farlo sfracellare. –Mi fai vincere oggi?-
-Non ci penso nemmeno!- urlò in fiera risposta il ciclista più anziano, alzandosi sulle gambe per affrontare un tratto particolarmente duro.
-E dai! Ti regalo una damigiana del vino buono che fa mio padre, giù a Castellania.- rispose il piccolo diavolo dai corti capelli neri, con il sorriso nella voce.
L’altro sbuffò in una risata esausta: –E rinunciare al mio Chianti? Manco per sogno. Prova ad offrirmi qualcosa di meglio, se proprio vuoi corrompermi.-
Davanti a loro la cima dello Stelvio si palesò in un istante e nessuno dei due ebbe da rispondere, cercando di guadagnarsi il traguardo volante. Filarono come schegge tra due ali di tifosi urlanti, ignorandoli. Ora dovevano affrontare la discesa prima del traguardo effettivo, giù al paese.
La calata è un’arte sottile, facile solo in apparenza. I due ciclisti dovevano scendere un sacco di tornanti a gomito, alla massima velocità e spendendo meno energia possibile. Un solo errore e si sarebbero sfracellati nel baratro.
-Forza vecchio! Ti sto nelle strusce!- Fausto era a pelo delle gomme di Bartali, che procedeva più piano del previsto.
-Sei troppo irruento.- gridò il toscano, sorridendo nel sentire i freni stridere alle sue spalle –Qualcuno dovrebbe imbrigliarti per bene e calmare le tue voglie.-
Coppi rise, frenando ancora. –Vorresti essere tu a farlo?-
Che Dio lo dannasse, ma Gino ebbe l’esatta percezione che ci fosse una punta di malizia nella voce affaticata del novese. Sul suo viso comparve un ghigno; in fondo cosa c’era di male a divertirsi un po’? Non era certo inusuale fra sportivi, abituati a spogliarsi in gruppo nel dopo gara e fare la doccia tutti insieme nei lavatoi del comune che sponsorizzava la corsa.
Cercò di rispondere, ma l’altro lo precedette, sicuro di sé: –Se mi lasci vincere, ti faccio fare quello che vuoi.-
Bartali non ci pensò nemmeno un secondo: lui era una macchina che avrebbe vinto nonostante tutto, Coppi senza gregario non era nessuno.
-Va bene, passa avanti.- una frenata ed una sterzata, Fausto gli passò davanti con un sorriso sorpreso e malizioso. Gino, però, mise subito le cose in chiaro: –Ti lascio vincere, ma ti aspetto nell’albergo, dopo la gara. Sono certo che tu sia un uomo d’onore.-



*°*°*°*




Fausto fu di parola. Dopo aver vinto la gara con poca gloria e poco onore, con un Bartali secondo che non spingeva nemmeno sui pedali e sghignazzava ad ogni giro di ruota, i due parteciparono ai festeggiamenti dei vincitori ed in breve si ritrovarono insieme in una delle stanze del piccolo albergo montano, dove avevano preso posto prima di ritornare, l’indomani, ai rispettivi paesi.
-Come vedi, non mi tiro indietro.- Coppi sorrise, buttandosi sul materasso e aspettando che il compagno chiudesse la porta a chiave.
-Beh, ti ci avrei trascinato a forza, piemontese infernale. Ma non credere che alla Milano-Sanremo ti riservi lo stesso trattamento di favore.- Gino si slacciò la camicia, osservando quel ragazzo più giovane di lui di cinque anni gettare via con nonchalance i propri abiti. –Non perdi tempo, vedo.-
-Come hai detto tu, toscano noioso, sono un uomo d’onore. Ma non sono certo noto per certe reticenze.- completamente nudo, il novese gli fece cenno di avvicinarsi, allacciandogli poi le braccia al collo.
Bartali ghignò, ricordandosi un po’ dei vari pettegolezzi sul Campionissimo, che non era certo uno stinco di santo. Nemmeno lui, però, era certo uno sprovveduto; da ragazzo ne aveva fatte di cotte e di crude con i suoi giovani compagni di squadra, ma… insomma, quello che aveva fra le braccia prometteva di essere il suo rivale preferito. -Non ti farò più sconti, sappilo fin da ora.- mormorò, sfiorandogli le labbra.
Coppi lo baciò in risposta, passandogli le dita fra i capelli. -La Milano-Sanremo la vincerò io.- gli promise il piemontese, seguitando ad accarezzarlo e scendendo da calargli i pantaloni. Infine lo spinse sul materasso. –Tu sei uno scalatore, non un velocista.-
-Quando avremo da scalare il Turchino, godrò nel vederti arrancare.- (*) mormorò Gino contro la sua gola.
Fausto si limitò ad un sorrisetto, inginocchiandosi davanti a lui. –Scordati di vincere nella mia terra, ora l’unica cosa per cui godrai sarà questa, toscano.-
Bartali dovette stringere con forza le lenzuola e gettare indietro la testa, mentre quel piccolo bastardo gli succhiava via persino l’anima con la sua dannata bocca. Gli avvolgeva il sesso durissimo con la lingua, facendolo ansimare.
Quando il più giovane si staccò, l’altro emise un gemito di disapprovazione, ma subito dopo lo sentì trafficare e salirgli sopra. L’unica cosa che poté fare fu quella di stringergli le natiche e lasciarlo proseguire, osservandolo calarsi su e giù con una smorfia di piacere.



*°*°*°*




-Allora, Gino, mi fai vincere?-
Bartali scoppiò in una risata a quelle parole, pronunciate come sempre dietro alla sua schiena. –Siamo solo sul Turchino (*), Sanremo è ancora distante, piccolo demonio.-
-Ma non si sa mai che tu possa cambiare idea.- replicò malizioso Coppi, che aveva staccato il fratello gregario Serse per affiancare il campione toscano.
-Beh, la strada è lunga, diciamo che ci posso pensare.- sorrise il toscano, passandogli la borraccia e facendosi immortalare per sempre dai giornalisti lungo la strada, nel famoso gesto tra rivali (**).


FINE


(*) Il Turchino è un passo montano, è il confine tra Piemonte (dove è nato Coppi) e la Liguria.
(**) In realtà i due non vengono immortalati in questo frangente nella Milano-Sanremo, bensì nel 1952, in una tappa del Tour de France, ma mi perdonerete la licenza poetica XD
 
 
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Doctor inter Gandavicos Gandavicissimakuroi_nezu on January 28th, 2010 08:40 pm (UTC)
AMMOVE °çççççç° Altro che coppia orrenda, io la amo amma follia °çççç° E ti voglio taaaaanto bene per averci scritto <3 *abbraccia* mi hai reso felice <3
queenseptienna: Yay!queenseptienna on January 28th, 2010 09:01 pm (UTC)
Ma grazie cara *çççççç*
la_fata_verdela_fata_verde on April 24th, 2010 10:15 am (UTC)
Ok, prima di qualsiasi altra cosa, c'è da dire che non concordo per niente sul fatto che sia una prompt malato. E non lo dico solo perchè ci ho scritto anche io (questo non vorrebbe dire nulla, dal momento che scrivo su prompt ben peggiori), ma perchè, se il racconto è scritto bene, mantenendo una certa linea e non cadendo nel volgare/squallido/scontato, il prompt si rivela essere di una sottile genialità. Come ho già detto, spargo fiori sotto i tuoi piedini per averlo proposto.
Detto questo, e considerato che il racconto è scritto bene, mantiene una certa linea e non cade nel volgare/squallido/scontato, posso solo dire UAO *_* è fantastico, mi è piaciuto un sacco *_*
Meno male che non l'ho letto prima di scriverne anche io, altrimenti non sarei riuscita a combinare un bel niente. L'ho amato.
queenseptienna: GD Tré/Billie Joequeenseptienna on April 24th, 2010 10:26 am (UTC)
XD io lo trovo malato per il semplice fatto che tra ciclisti ci sono vissuta (mio padre lo era e mio fratello pure. Io pure ho gareggiato fino alla categoria Juniores), questi due sono mostri sacri, intoccabili!
Il fatto poi che, dopo una gara, tra quelle macchine dove i ragazzi si cambino (nudi, davanti a tutti. Ho visto cose...) succeda praticamente qualunque cosa, è un dettaglio XDDDDDDD

Grazie cara! ♥