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23 February 2010 @ 07:10 pm
[Green Day] King for a Day (8/?)  
Titolo: King for a Day
Fandom: RPS Green Day
Autori: queenseptienna  e vanryo 
Beta: narcissa63 
Rating: NC17
Pairing: Mike/Trè - Tré/Billie - Mike/Billie
Personaggi: Mike Dirnt, Billie Joe Armstrong, Tré Cool, altri
Numero Capitolo: 8 di ?
Genere: romantico, erotico, angst
Avvertimenti: slash, sesso descrittivo, altri in corso d'opera XD
Info: questa ff è il seguito di Why do you want Here?
Disclaimer: Non è mai successo e mai accadrà. Magari fosse vero ù_ù

NOTE: I warning e il rating sono riferiti a TUTTA la storia di cui ancora non so tutti i capitoli XD

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

CAPITOLO 5

CAPITOLO 6

CAPITOLO 7

Una volta chiusa la porta, nell’ampio soggiorno di casa Dirnt calò la penombra, intervallata solo da qualche sottile lama di luce, proveniente dalle persiane semiabbassate.
Mike, senza proferire verbo e continuando a serrargli il polso, trascinò Tré nella camera da letto che fino a poco tempo prima divideva con Britt, e lo spinse violentemente contro un muro, spezzandogli il fiato.
-Mi fai male, stronzo!- cercò di lamentarsi quest’ultimo, agitandosi parecchio, nel vano tentativo di liberarsi dalla presa ferrea dell’altro. Aveva il terrore che qualcuno potesse fargli male alle braccia, visto quanto fossero fondamentali per il suo lavoro. Riportare un grave danno agli arti avrebbe significato, senza dubbio, la fine della propria carriera di batterista.
-Taci.- ringhiò il bassista. Cool ebbe un fremito quando sollevò lo sguardo perché, negli occhi dell’ex, vide riflesse solo cattiveria e rabbia cieca la qual cosa, per la prima volta nella propria vita, lo portò ad avere veramente paura dell’uomo che aveva di fronte.
-Cosa credete di fare tu e quello stronzo, eh?!- Dirnt picchiò un pugno contro la parete –Lo state facendo apposta, non è così?! Amoreggiare sotto i miei occhi per cosa? Per quale ragione?!- incalzò furioso.
Il batterista cercò di sgusciare via, ma l’amico lo schiacciò di nuovo contro la parete. –Rispondi!- gli ingiunse esasperato.
Frank si umettò le labbra, cercando disperatamente una via d’uscita, davanti a quello che sembrava in tutto e per tutto un ex fidanzato pazzo, violento e pericoloso, simile a quei maniaci di cui si legge ogni giorno sulla cronaca nera. E lui non ci teneva affatto a fare la fine della ragazzina sgozzata.
-Te l’ho già spiegato in macchina, non voglio più soffrire per causa tua. Ora, però, piantala con questa sceneggiata, Mikey… sei fuori di te, quasi non ti riconosco.- rispose in un soffio.
-E’ solo colpa tua.- sibilò il suo interlocutore, piazzandogli le mani sui fianchi e risalendo sul suo corpo –Siete due bastardi. Così presi dal vostro infinito dolore e tanto desiderosi di consolarvi reciprocamente!-
- Smettila, Mike…- ansimò il batterista, tentando di sfuggire a quelle mani che lo stavano toccando ovunque, lasciandogli lividi sulla pelle delicata. In circostanze normali, un po’ di rudezza gli avrebbe potuto anche far piacere, ma in quella situazione angosciante, tutto assumeva toni cupi ed inquietanti.
-Non voglio smettere.- Dirnt gli coprì la bocca con la propria e Tré dovette cedere, spaesato. Le dita del compagno stavano diventando sempre più insistenti, non accarezzavano, graffiavano.
Un ginocchio gli fece socchiudere le gambe, e Wright si rese drammaticamente conto di aver perso… Mike non si sarebbe fermato, nemmeno se lo avesse supplicato. Avvertì, con sgomento, le lacrime pungergli gli occhi, come quando era bambino e si ritrovava da solo, di notte, nel buio della propria stanza, ed un senso di desolata frustrazione s’impadronì di tutto il suo essere.
Ormai vinto, chinò la testa ed offrì il collo al proprio aguzzino, in segno di resa. Dirt gli morse con crudeltà la pelle tenera sotto l’orecchio, assaporando il sangue che ne uscì, ed insinuò le dita sotto la sua camicia, aprendogliela di colpo, per poi strappargli i pantaloni ed abbassargli i boxer, spogliandolo senza pietà non solo degli abiti, ma anche della sua dignità.
Ma in fondo, si chiese Cool con amarezza, lui, Tré il buffone, che dignità aveva, se non quella di essere un idiota senza speranza? Billie Joe adesso era lontano da loro, sull’assolata spiaggia di Berkley, intento a giocare con i loro figli, sicuramente fiero del proprio piano assurdo ed ignaro che, quella farsa grottesca, si fosse trasformata in tragedia. D’altra parte, come avrebbe potuto immaginare quale follia si sarebbe scatenata nella mente di Mike? Lui aveva messo in piedi quella sceneggiata solo per farli riappacificare…vero? Vero??
-Non fare quella faccia da martire, non rendermi le cose più difficili.- borbottò il bassista, distogliendolo dalle proprie elucubrazioni, mentre lo spintonava sul letto, come un fantoccio di pezza, facendovelo ricadere supino. Frank si sentiva terrorizzato e senza scampo, come un animale braccato dai cacciatori, e non riusciva a credere che tuttoquello stesse accadendo davvero a lui.
-Perché mi stai facendo questo?- chiese con voce tremante, deglutendo a fatica e fissando smarrito l’uomo sopra di lui, quasi fosse un estraneo. Quello non era il suo Mikey occhi blu, era uno sconosciuto che gli somigliava fisicamente e che aveva preso il suo posto. Il suo Mikey non gli avrebbe mai usato violenza!
-Perché voglio che tu sia MIO e basta.- ribatté Dirnt con occhi devastati, spalancandogli le gambe con una mano, mentre con l’altra si slacciava in fretta i pantaloni, tentando affannosamente di calarseli, pur essendo anch’egli troppo agitato per concludere qualcosa.
-Ok.- bisbigliò Wright in un sospiro.
Mike rialzò la testa di scatto. –Cosa hai detto?- domandò incerto.
-Ho detto ok.- rispose morbidamente il batterista, passandosi un braccio sul volto per asciugare le lacrime. –Solo ok.-
-Oh cazzo.- il bassista si strinse la radice del naso fra le dita, inspirando forte. –Non ce la faccio, non posso fare una cosa del genere proprio a te.- bofonchiò con tono accorato.
Detto questo, si distese addosso all’amante, stringendolo forte e dimenticandosi totalmente dei suoi insani propositi. Tré chiuse gli occhi e si sistemò contro il petto del compagno evitando di commentare, visto che non era sicuro di cosa gli sarebbe potuto uscire dalla bocca, dopo quello spavento.
-Perdonami, Frankie.- gemette Dirnt contro la sua fronte –Non so davvero cosa mi sia preso, io… ti prego, se proprio devi stare con qualcuno, non con Billie Joe. Non perché io abbia qualche pretesa su di lui, ma… ma per favore, non riuscirei a sopportare di vederti avvinghiato a lui, sotto i miei occhi. Se proprio devo saperti con un altro, almeno non sputtanate gli unici punti fermi delle nostre vite: la nostra amicizia e la nostra band. Lo so che la nostra storia è finita e che dovrei rassegnarmi, ma non ci riesco!- ammise il bassista con voce affranta.
Cool continuò a rimanere in silenzio a lungo, rimuginando tra sé. Aveva accettato la proposta di BJ per un motivo preciso, ma ora quella ragione non aveva più motivo di esistere visto che, per quanto potesse essere egoista ed insensibile l’uomo a cui era abbarbicato in quel momento, era e rimaneva comunque l’unico che potesse affermare di possedere le chiavi del suo cuore.
Mike, sempre Mike… Mike l’infedele, il possessivo, l’imprevedibile, il geniale ed, allo stesso tempo, serioso Mike. Solo lui.
Una fitta alla testa, segno di un’incipiente emicrania, riportò Tré alla realtà.
-Billie ci rimarrà male.- sussurrò titubante, ancora soffocato dall’abbraccio dell’altro.
-Onestamente, me ne frego.- sbottò il biondo, accarezzandogli i capelli –Senti Tré… mi dispiace di averti fatto soffrire tanto, sul serio.-
-Ci sono abituato. E poi, parli tu di non riuscire a rassegnarsi? Cosa dovrei dire io, calcolando le innumerevoli volte in cui mi hai piantato, per correre dietro a chissà chi?- si lagnò il batterista, facendosi piccolo piccolo, mentre il mal di testa gli faceva battere le tempie, allo stesso ritmo dei suoi adorati tamburi. Sapeva bene come, tra loro due, ci fossero ancora troppe cose non dette, troppe cose lasciate in sospeso, troppe cose da spiegare, ma non era affatto sicuro di averne la voglia ed il coraggio, specie in quel momento. A trentasette anni non se la sentiva più di mettersi in gioco per l’ennesima volta e vedere nuovamente infranti i propri sogni.
I Green Day erano una realtà a parte, qualcosa che sarebbe esistito sempre, a prescindere dai rapporti tra di loro. Quel gruppo e la musica, erano il loro piccolo mondo fatato, in cui avevano trascorso tutti i momenti migliori della loro vita. La band e ciò che rappresentava, era un qualcosa di eterno ed immutabile, mentre il loro rapportarsi gli uni agli altri era un ingranaggio molto più fragile e complicato.
-Credo che, prima di tutto, dovremmo mettere in chiaro alcuni punti…- mormorò Mike, lanciandogli un’occhiata in tralice..
- Io credo, invece, che ricomincerò a drogarmi.- sentenziò ironicamente Cool contro il collo del bassista che, di rimando, fece una smorfia eloquente. Di fronte allo sguardo di rimprovero, che lesse negli occhi dell’amico, Tré replicò acido –Tu non puoi davvero darmi lezioni di morale, visto che un attimo fa stavi per violentarmi! -
Dirnt, a quelle parole, si rese effettivamente conto di quanto fosse gigantesca ed imperdonabile l’infamia che era stato ad un passo dal commettere e, con un moto di vergogna, si allontanò subito dal corpo di Cool, raggomitolandosi in silenzio dall’altra parte del letto.





continua…
 
 
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