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02 June 2010 @ 09:31 pm
[Green Day] Mike in Wonderland (5/7)  
Titolo: Mike in Wonderland
Autori: Livin Derevel e queenseptienna 
Fandom: RPF Green Day
Rating: NC17
Pairing: Mike/Billie Joe(Beh sì, a Mike piacerebbe!XD)
Personaggi: Mike Dirnt, Billie Joe Armstrong, Tré Cool, Jason White, Bono Vox, Bill e Tom Kaulitz, Jared Leto altri personaggi
Numero Capitoli: 7
Genere: erotico, romantico, DEMENZIALE XD
Avvertimenti: Furry, sesso descrittivo, slash, cose molto zozze, AU, Orecchie e code da coniglio su nani interessanti
Info: questa cosa è malata, MOLTO MALATA. Fa parte della nostra serie di fiabe XD
Disclaimer: Ovviamente tutto questo non è mai accaduto e mai accadrà, non è vero niente e no, non ci siamo fumate dell'erba v.v






CAPITOLO 5 – Devo resistere!

Arrivati sotto casa si baciarono ancora, facendo ogni rampa di scala con le labbra incollate. Giunti sul pianerottolo, nessuno dei due notò Allison nascosta dietro al muro, che li guardava inviperita.
Mike passò la bocca sul collo di Billie Joe, che gemette, aggrappandosi alle spalle - Adesso basta, vai in casa o non riuscirò a tenermi a freno come ho promesso. –
- Ecchissene frega... - miagolò Billie cercando di tirare fuori la chiave dalla tasca posteriore dei jeans, abilmente aiutato dalla mano di Mike che gli palpava il sedere.
Mike lo sbatté più o meno delicatamente contro il muro baciandolo con foga, Billie si avvinghiò a lui con una gamba, trattenendolo a sé con forza, mandando a fanculo la ricerca delle chiavi.
Il moro si sfregava indecentemente contro il suo ginocchio, mentre Dirnt sopprimeva i suoi gemiti acuti con la bocca. Quello era il Billie Joe che rischiava di mandarlo fuori di testa, di fargli venir meno quel poco di autocontrollo che ancora aveva.
- Adesso. - rantolò l'oggetto dei suoi pensieri - Non c'è nessuno, facciamolo adesso. -
- Su un pianerottolo ?- sibilò sconvolto l'altro, senza riuscire a fermare le mani sulla sua pelle.
Allison spalancò la bocca, sconvolta. Cosa avevano intenzione di fare?
- L'abbiamo fatto nel bel mezzo di un bosco. - sorrise Billie infilandogli le mani sotto la maglietta e palpandogli la schiena.
In un bosco?!
- Piccolo coniglietto vizioso... - gli rispose Mike malizioso, con le dita che si attentavano timidamente a scendere fino ai jeans dell'altro, e il feroce desiderio di intrufolarsi dentro.
- OMMIODDIO!!! - urlò la ragazza senza neanche rendersene conto, avvampando come un incendio.
Rimasero come in un momento sospeso, affannati . Si voltarono entrambi di scatto verso la fonte di quel grido, vedendo Allison pallida e tremante che spuntava dal muro.
- Io.. Oh mio Dio... Scusate, io... - balbettò.
A rallentatore entrambi abbassarono le mani dal corpo dell'altro, allontanandosi pianissimo, con l'imbarazzo che si rendeva palpabile tanto da poter essere tagliato con la lama di un coltello.
- Ehm... - Billie arrossì violentemente, apparendo agli occhi di Mike, nonché quelli di Allison, ancora più carino del solito - E'... -
- Ma voi le fate sempre quelle cose?! - lo interruppe lei, sconvolta.
- Uhm... beh, era un po' che non le facevamo .- rispose Billie Joe, lanciando un sorrisino a Mike - Però... ogni tanto, sì... -
- Ma voi siete malati! - esclamò la giovane, poi puntò il dito contro il biondo - Anzi, tu sei malato! Come ti permetti di fare certe cose a Billie Joe? -
- Veramente Billie Joe e io stiamo insieme, carina. –
Allison ebbe l'impressione di barcollare dopo un colpo in testa.
- Come... Come state insieme?! - Spalancò gli occhi - Da quanto?! -
- Da prima che conoscesse te. - replicò Mike abbracciando Billie e trascinandolo a sé, possessivo - E credimi, ci conosciamo bene! –
Billie osservò tutta la scena con un vago interesse, ovviamente senza capire le occhiate fiammeggianti che i due si lanciavano.
- Scusa... - balbettò a Mike, tirandogli un po' la t-shirt - Cosa state facendo? -
- Stiamo litigando. - grugnì, guardando la ragazza in malo modo.
- Oh... E perché? -
- Perché te lo spiego dopo, la lezione sulla gelosia la rimandiamo a quando la tua amica si leva dalle scatole! –
- EH NO caro il mio stangone, chi ti credi di essere?! - sbraitò lei, probabilmente svegliando tutto il palazzo - Non osare prenderti tutte queste libertà! -
- Gioia, io e lui abbiamo fatto cose che tu neanche riesci a immaginare, quindi è meglio che lasci stare, se non vuoi essere traumatizzata! -
- LA VOLETE FINIRE, CAZZO?!?! - gridò qualcuno appena uscito da una porta all'altro capo del corridoio - C'è gente che domani lavora, teste di minchia! –
I tre si guardarono imbarazzati e fu Billie a scusarsi per tutti e l'altro richiuse la porta sbattendo.
- Sarà meglio entrare in casa... - propose, trovando la chiave al volo e spalancando l'uscio.
- Tu invece è meglio vai a casa, bimba! - dichiarò Mike puntando il dito contro Allison.
- Come o... - richiuse la bocca immediatamente, con un'espressione furibonda, poi fece dietro front e sparì giù per la rampa di scale, sbuffando sonoramente.
- Ma perché l'hai trattata così? - chiese il moro, passandosi un dito sulle labbra - Io non ho capito... -
- Billie. - Mike gli mise entrambe le mani sulle spalle - Quella vuole fare come quelli del Wonderland, rivoltarti come un calzino. -
La stessa cosa che vorrei fare io in questo momento. Pensò con una punta di disagio.
- Cosa? Allison?! - Lo guardò come se gli avesse appena detto di essere un alieno, sempre che Billie sapesse cosa fosse un alieno - Ma Allison è una ragazza, e non è come quelli dall'altra parte! - ribadì poggiando le chiavi in un grande piatto di ceramica liscia.
- Billie, fidati, se quella potesse averti disponibile per una notte ti disidraterebbe! - commentò guardandosi intorno tanto per non saltargli addosso. E notò l'appartamento.
Era immenso.
Un soggiorno enorme e spazioso, un grande e largo divano ad angolo foderato con svariati cuscini, un tavolo dall'altra parte, e poi tre gradini che portavano ad un corridoio che probabilmente portava ad altre stanze, una cucina comoda sulla destra, e un'altra stanza ignota sulla sinistra.
- Dì, ma quanto oro avevi di là?! –
- Oh, tanto direi. Ne ho ancora. La stanza di là è piena, ci ho fatto mettere quello che chiamate allarme. - rispose l'altro, con noncuranza, togliendosi la giacchetta e lasciandola scivolare a terra.
- E tu hai ancora il coraggio di LAVORARE? - esclamò il biondo, sconvolto e sentendosi un po' misero al confronto.
- Voglio adattarmi, l'oro non dura per sempre, e io voglio capire come e perché il lavoro per voi è vitale. Mi hanno raccontato di persone che vivono solo di quello, e io cerco di immedesimarmi. Anche se ancora non ho scoperto nulla di concreto. -
Ci credo, al McDonald la vita è sprecata oltre che inutile. si disse Mike aggirandosi per il soggiorno come un gatto in esplorazione, osservando i quadri, l'arredamento fine e ricercato, la grande finestra che dava sulla città, tutto un insieme di cose originali e raffinate, che probabilmente costavano un occhio della testa.
Tutta quella velata opulenza lo rendeva un po' inquieto.
- Hai deciso tu l'arredamento di questa casa? - volle sapere, prendendo in mano un fermacarte che aveva l'aspetto di costare un occhio della testa.
- Uhm... No, ho scelto solo il letto in realtà. I mobili li ha scelti Allison, dice che devo avere il meglio, visto che me lo posso permettere, ma non ho avuto il coraggio di dirle che non mi piace molto. Facciamo una doccia? -
L'altro sollevò lo sguardo e lo poté ammirare in boxer color amaranto e gli si levò il fiato - Oh... Certo... -
Però continuava ad essere turbato da quel posto.
- Ho voglia di andare a letto... - disse poi Billie, mandando Mike sempre più in confusione.
- Ma... Senti Billie, andiamo a fare la doccia ed andiamo a letto, ma non ho nessuna intenzione di fare sesso, ok? - replicò velocemente, pregando di non cambiare idea una volta sotto le lenzuola - Non farmi venire meno a quello che ho detto. -
Billie si voltò verso di lui mentre si sfilava la maglietta, rimanendo quasi nudo.
- Non ti ho chiesto di fare sesso, ti ho chiesto solo se facciamo una doccia e andiamo a letto. - disse con semplicità.
- Oh... -
Dirnt si spogliò a sua volta, avvicinandosi all'altro - Dove... dove si trova il bagno in questo labirinto? -
- Vieni .- Billie lo prese per mano e lui lo seguì, rimanendo a fissare quelle natiche sode ondeggiare davanti a lui. Avrebbero dovuto dichiararlo patrimonio nazionale dell'UNESCO.
Billie alzò un interruttore, tre lampade alogene bianchissime illuminarono un bagno fottutamente spazioso, completamente rivestito di mattonelle bianche e nere, una vasca da bagno rialzata, e una doccia quadrata in cui ci si sarebbe potuti stare comodamente in tre, quattro se ci si stringeva con impegno.
- Ti piace? - sorrise Billie aprendo la manopola dell'acqua della doccia.
- Eh... - fu l'unico commento di Mike. Quel bagno risvegliava in lui cose che avevano fatto parte delle sue fantasie erotiche più o meno all'età di sedici anni e poi erano svanite, perché naturalmente a chi mai sarebbe capitato di farlo in un bagno regale?
Ecco, la dimostrazione che la fortuna esisteva.
Billie si mise a trafficare con una serie di boccette, versandone il contenuto nella vasca e spargendo nell'aria un meraviglioso odore di mirra. Poi si sfilò con noncuranza i boxer e rimase nudo.
- Vieni. - disse, tendendogli la mano -A me piace calda, l'acqua. -
Mike rimase impietrito mentre Billie lo trascinava sull'orlo, non stava capendo più niente.
Cos'era, Billie si era improvvisamente trasformato nell'essere più casto e ingenuo del mondo?! Possibile non capisse che quella situazione lo stava mandando fuori di testa e glielo stava già facendo diventare duro?
- Che c'è? - gli chiese vedendo quella sua espressione assorta - Fai il bagno vestito? –
- Vestito? No Billie, tu non capisci la situazione. -
- E cosa dovrei capire, che a voi umani piace lavarvi con le mutande? -
- No, che se fai così mi ecciti. -
Il moro schiuse la bocca rosea in una "O" di perfetta sorpresa - Oh... Ma hai detto che non vuoi fare niente e io sto solo obbedendo... –
- Ma ca... Billie, ma tu non hai i feromoni?! - esclamò Mike mezzo sconvolto.
- I che?! -
- Non ti eccita l'idea di me e te nudi in una vasca da bagno?! -
Billie lo osservò per qualche secondo, poi alzò gli occhi al cielo.
- Se penso che mi sto solo lavando no, se penso che potremmo fare altro sì... Ma non ci penso! Voglio solo togliermi di dosso questo odore! - Allargò le braccia con semplicità, spiazzando Mike. Ma doveva l'aveva trovato tutto quell'autocontrollo?!
- Insomma, sto solo facendo quello che mi dici! Io non capisco... - si lasciò, sfregandosi le braccia con le mani, a disagio.
- Shh... Va tutto bene. - Dirnt lo strinse a sé e lo aiutò ad entrare nella vasca, sedendosi vicino a lui - Scusami, non volevo confonderti. -
- E' che tu sai un sacco di cose e io non so niente. –
Ti giuro, la tua spudoratezza, il tuo candore, io proprio non lo conoscevo!
- Sei qui da poco, al mondo non ci si abitua nemmeno in una vita intera. - gli sorrise rassicurante.
Billie gettò la testa all'indietro, socchiudendo gli occhi - Ma io non voglio abituarmi, voglio che tu mi spieghi quello che sai. Che cos'è la gelosia? -
- Una cosa spiacevole. - rispose, accarezzandogli il petto, iniziando a passargli lentamente la spugna - E' quello che hai visto prima con Allison. E' litigare per avere qualcuno, in questo caso tu. –
- Ah... - mormorò Billie. Rimase in silenzio per qualche secondo, poi riportando l'attenzione su di lui - Mike. -
- Dimmi. -
- Sei vestito. -
Mike si rese conto in quel momento del perché avesse quella strana sensazione di disagio fisico, in effetti i vestiti fradici attaccati al corpo davano una strana impressione.
- Oh... - E meno male che aveva dimenticato il cellulare in macchina!
Si alzò di colpo, levandosi gli abiti inzuppati e strizzandoli, per poi gettarli con scarsa grazia sul pavimento.
Quando fu completamente nudo, con la pelle bagnata d'acqua, Billie Joe distolse lo sguardo, lasciandosi scappare un gemito.
- Tutto bene? –
- Benissimo. - annuì senza guardarlo, svuotando una boccetta di sali che fecero una schiuma impressionante.
I feromoni, anche se non sapeva che cavolo fossero, facevano comunque il loro effetto.
- Ottimo, adesso come faccio a tornare a casa? - si lamentò Mike con se stesso - Devo aspettare che si asciughino i vestiti. -
- Puoi dormire qui. - ipotizzò Billie che era letteralmente sprofondato fino al mento.
- E' un'idea... - Un'idea che immediatamente si tramutò in quei dannatissimi ricordi post adolescenziali dove... - Ce l'hai la camera degli ospiti?!
- Sì ma... Intendevo dormire con me. - BJ ormai era color melanzana, si fissava insistentemente un ginocchio che spuntava da dentro alla schiuma - Se ti va... -
Dirnt deglutì a fatica, annuendo insicuro - E' che... non sono molto sicuro di ciò che potrei fare, ecco. –
- Va beh, dettagli! - esclamò spostando un cavallone di schiuma, immergendosi completamente e ritornando fuori grondante d'acqua.
A vederlo coi tutti quei rivoli che gli scivolavano dai capelli neri per cadere sulle spalle bianche e tonde, e sfiorare il torace per metà immerso, a Mike venne quasi un infarto.
Non poteva fare anche la doccia fredda, dopo?
- Ok, dormo con te. - sillabò a fatica, stringendo i denti per non incappare in qualcosa che gli avrebbe fatto perdere la bussola.
Sentiva tra l'acqua calda la gamba di Billie toccare la sua, muscolosa, piena, perfetta per darvi un morso...
Billie si voltò verso di lui, strofinando la testa contro il suo petto, rimanendo lì, mollemente sereno della situazione. Le sue mani risalirono le cosce del biondo, per non scivolare via.
Mike si sentiva in fiamme, conscio di potersi controllare a stento. Ma dove diavolo era finito il suo self control?
- Ma io ti piaccio ancora? Mi vuoi ancora bene? - chiese il moro sotto di lui, pigolando.
Se solo Billie si fosse addossato un poco più a lui se ne sarebbe reso conto eccome se gliene voleva ancora.
- Tantissimo. - biascicò passandosi una mano nei capelli ripescando della mente le massime della filosofia zen che gli permettevano di controllare tutto quanto esistesse nel proprio corpo.
No, non ci riusciva proprio per niente.
Billie poggiò la testa sulla sua spalla, era lì, seduto tra le sue gambe, completamente nudo e bagnato, con quei capezzoli ambrati che sembravano non chiedere altro che essere toccati.
Temperanzatemperanzatemperanzatemperanza...
Il ragazzo si strusciò ancora un po' di più, fino a quando non si ricordò di essersi dimenticato qualcosa dall'altra parte della vasca, che raggiunse mettendosi gattoni.
Temperanzatemperanzatemperanzatemperanza...
Oh, ma chi cazzo ce l'aveva la temperanza di fronte alla perfetta visuale di un culo così?
- OK BILLIE, io ho finito di fare il bagno! - dichiarò con una voce insolitamente stridula, alzandosi di scatto e afferrando il primo asciugamano che gli capitò a tiro, annodandoselo velocemente intorno alla vita, iperventilando.
- Ma come, di già?! - protestò Billie rivolgendogli un'irresistibile occhiata languida e capricciosa.
- SI', di già! - replicò ripescando i suoi vestiti e uscendo immediatamente dal bagno.
Respirava a fatica, non riusciva solo a pensare come avrebbe fatto a superare la notte senza prendere Billie Joe e scoparlo fino a far rimanere disidratati entrambi.
- Ma io volevo stare ancora un po'... -
Mike si girò di scatto ed ebbe un momento di apnea: Billie stava vicino allo stipite della porta, con l'accappatoio indosso senza nemmeno essersi dato cura di allacciarlo, mostrando la sua indecente e sensuale nudità.
- Ehm sai Billie, mi sa che è meglio se io dormo sul divano... - sibilò quasi preda all'istinto animale che scalpitava per saltargli addosso.
- Scordatelo Mike, sei mio ospite, e non ti lascio a dormire sul divano come uno qualsiasi! - replicò lui deciso, stringendogli un braccio.
Voglio fare una doccia gelata... implorò Mike dominando il suo lato ormonale.
- Mike, ti giuro che non farò niente di strano! - lo supplicò Billie.
Sono io quello che potrebbe farlo!
L'altro lasciò scivolare a terra l'accappatoio e gli si avvicinò, mordendosi il labbro inferiore. La sua pelle profumata ed ancora umida attirava Dirnt come un pesce all'amo.
- Mike, ti prego... - lo supplicò e lui si lasciò prendere per mano, seguendo in trance quell'essere fatato fino alla stanza, cercando di non pensare al fatto che fossero nudi entrambi e che la castità era il loro obbiettivo.
Mi verrà un infarto.
Lo condusse in una stanza con un enorme letto matrimoniale pieno di cuscini rossi e neri, e docilmente vi si avvicinò, osservando Mike con uno sguardo languido e denso, profondo, tanto che gli sembrò che le gambe gli cedessero.
Il suo sguardo percorse il corpo del biondo, scrutandolo fin nell'anima. Poi si incatenò a circa metà del suo corpo. - Ehm... Mike... -
L'interpellato si guardò in giro, tremendamente imbarazzato, incapace di nascondere la propria eccitazione - Non fa NIENTE Billie, assolutamente NIENTE! Infilati sotto le lenzuola, possibilmente in fretta! -
Billie non fece nemmeno finta di nascondere un sorrisino compiaciuto, eseguendo il suo ordine e infilandosi sotto le coperte, sul lenzuolo bianco, sistemando i cuscini facendo finta di non notare il nervosismo di Mike.
Lui, per contro, stava pensando alla velocità della luce a quali santi affidarsi per non cedere e stuprarlo violentemente. C'era un santo protettore degli astinenti?
Gli tornarono in mente tutto d'un colpo quei sei mesi in cui non aveva toccato assolutamente nessuno, gli tornò in mente il piacere della carne, la sensazione di umidità e vertigine che dava il contatto diretto con un altro corpo nudo, il piacere febbricitante che regalavano i gemiti di un altro, la perdita di coscienza di quando ci si fondeva con un'altra anima...
Oh cazzo...
- Sai... - incominciò il moro, girandosi verso di lui in un frusciare di lenzuola di seta - Da quando te ne sei andato non l'ho più fatto con nessuno... Mi volevano tutti, ma io volevo te... -
Dio, se esisti, UCCIDIMI!
E Mike scoprì che: primo: dio non esisteva, secondo: non esisteva un santo patrono degli astinenti, e terzo: la pelle di Billie profumava indecentemente di magnolia.
- Accidenti... - fu l'unica cosa che mormorò in un soffio, arretrando lentamente nel letto, con l'altro che si avvicinava gattoni.
- E tu? - miagolò Billie sfiorandogli prima le spalle, poi il torace, levando di mezzo le coperte che Mike si ostinava a usare come drappo di difesa - Pensavi a me quando lo facevi? –
- Nemmeno io l'ho fatto con qualcuno. - balbettò il povero Dirnt, mentre quel coniglietto che ora somigliava più ad un gattino gli afferrava saldamente il sesso, muovendo piano il polso.
- Davvero? - sussurrò tutto contento - Però ho pensato a tutte le cose che avremmo potuto fare, sai? –
Non si è ravveduto del tutto... constatò Mike che piantava le unghie nelle lenzuola, riflesso condizionato dal sottile piacere che stava iniziando a scorrere assieme al sangue.
- Mi sei mancato così tanto... - gli sussurrò all'orecchio in un soffio maledettamente eccitante - Vorrei essere nella tua vita ogni secondo... –
L'altro trattenne a stento un gemito acuto, mentre quello stesso orecchio veniva lambito da una piccola lingua viziosa, che lentamente scese sul collo e poi sul petto, tracciando linee invisibili e umide.
La testa di Billie Joe scese ancora, in una discesa inesorabile e peccaminosa fino a trovare il suo obbiettivo e accoglierlo nella propria bocca, facendo rilasciare una bestemmia poco velata al biondo.
Billie invece lasciò che la sua lingua lo lambisse lentamente, su e giù, assicurandosi che i suoi movimenti fossero totalmente sentiti da Mike, giocò con la sua virilità, lo solleticò delicatamente, occupandosi di renderlo sempre più sensibile alle sue labbra, e lo sapeva, si accorgeva di star facendo le cose giuste, udiva Mike sospirare ogni volta che scendeva o risaliva, e la sua rigidezza era un'eloquente indice di gradimento.
- Avevamo detto che non avremmo fatto nulla... - cercò disperatamente di salvarsi e Billie sollevò quei suo occhi verdi come l'erba.
- Ma a me piace. - rispose, evidentemente ben deciso a non mollare la presa - Ho tutto il diritto di toccarti. -
Beh, non fa una piega.
- Beh, ma... Ma... -
- Mike, non capisco. - replicò Billie, salendo cavalcioni su di lui, non aiutando proprio per niente il suo autocontrollo che in quel momento aveva deciso di dare le dimissioni - Quando c'è l'amore, non si fa più sesso? -
- MA CI MANCHEREBBE ALTRO! –
- E allora perché non possiamo farlo? -
- Billie, io voglio rispettarti, non saltarti addosso come un cane arrapato, scoparti a morte, farti urlare... Insomma, potresti pensare che io ti voglio solo per quello... E che... -
- Mike, a me piace quando mi fai gridare, non lo trovo irrispettoso. - rispose l'altro, imbronciandosi in maniera deliziosa - Mi fai sentire bene! L'amore non fa sentire bene? Insomma, cosa devo fare con questo cavolo di Amore? -
Mike alzò gli occhi cielo. Doveva fargli una lezione d'amore puro proprio mentre erano nudi, visibilmente eccitati, chiusi in un appartamento sontuoso? Doveva recitargli i versi di Shakespeare?
- Senti Billie... - Fece finta di tossire per darsi un contegno - L'amore è... L'amore non è facile... -
- Me ne sono accorto!. -
- L'amore non si misura, e non esiste nessuno che ti può dire com'è fatto, quando arriva o come si manifesta, è... Viene tutto dl cuore, lo senti. -
- Lo... Sento? - ripeté lui guardandolo dubbioso.
- Lo senti nel cuore. - rispose esasperato, sfiorandogli il petto.
Billie Joe fece una smorfia, dondolando pigramente una gamba, indeciso su quello da dire.
- Il fatto che tu mi sia mancato da morire, che ti pensassi ogni giorno, che sia venuto fin quassù per te e che muoia dalla voglia di essere abbracciato si può considerare Amore? - soffiò.
Mike lo abbracciò, stretto, senza dargli il tempo di pensare.
- Cosa provi adesso? -
Billie spalancò gli occhi abbandonandosi a quelle braccia, arrossendo senza accorgersene.
- Io... Mi batte forte il cuore... Sento... Mi sento debole... Non ho... Non ho niente da dire... –
- Io sento lo stesso. - rispose - Allora è Amore, no? -
Billie annuì senza capire e si lasciò baciare ed accarezzare, passandogli le braccia intorno al collo, sentendosi finalmente a posto.
Forse l'amore era quello, stare bene insieme ad un'altra persona senza volersene più separare?
- Te ne andrai? - domandò a Mike sulle labbra, lasciandosi cadere sul materasso, sotto di lui.
- No. - Gli chiuse le labbra con un bacio casto - Io non me ne vado. Da te non ne me ne andrò mai... -
Gli disegnò bacetti sulla fronte, sul viso, sul naso, Billie lo abbracciò teneramente, aggrappandosi a lui per cercare di approfondire quella sensazione di completezza paradisiaca che sentiva salire nel corpo, felicità era la parola giusta, si sentiva felice, bene, innamorato di Mike, avrebbe respirato la sua aria, toccato la sua pelle, si sarebbe accontentato di guardarlo dormire, di sentire la sua voce, di tenergli la mano per tutto il resto della vita.
- Ti amo Mike... –
Sentirselo dire da una creatura che non aveva mai saputo cosa fosse l'amore, gli fece pizzicare gli occhi dalle lacrime.
- Cosa c'è, ho detto qualcosa che non va ? - esclamò allarmato il moro.
- No! - rise Mike - No! E' assolutamente fantastico, non c'è nulla di male! Sono... Emozionato, ecco... Emozionato da te che mi ami. E anche io ti amo. -
- Davvero? - A Billie si illuminarono gli occhi, come ad un bambino che vede la neve per la prima volta, a Mike fece una tenerezza infinita - Da quanto mi ami? -
- Oh, non lo so! - Non riuscì a fare a meno di ridere per quella domanda così legittima eppure così incredibile - Da quando ti ho visto per la prima volta, da quando ti ho baciato, da quando abbiamo bevuto il caffè insieme sulla panchina, non lo so! - Gli accarezzò il viso, osservandolo con dolcezza - Chi ne frega da quanto, io ti amo. -
- Mi sono innamorato di te quando te ne sei andato dalla camera. - disse lui con ingenua convinzione - Quando ti ho visto andare via, quando sei sparito, quando ti ho cercato e non ti ho trovato... Mi sentivo solo senza sapere dove fossi. –
- Adesso non pensarci più - rise l'altro - Non è più importante, siamo insieme adesso. -
- Sì, siamo insieme... - miagolò il moro, fuseggiando fra le sue braccia, sorridendo beato. Era una sensazione liberatoria - Ma adesso possiamo fare... L'amore? Lo so che penserai che sono un poco di buono, ma riesco a pensare solo alle tue carezze... -
- Sei un coniglietto vizioso. - ribadì Dirnt.
- Sono un ragazzo innamorato. - sorrise candido, baciandolo sul collo.
Mike si sciolse, cominciando a pensare che tutto stava andando per il verso giusto, finalmente.
Si baciarono, lentamente, con calma, si accarezzarono con tutta la dolcezza del mondo, come se fosse la prima volta, come se fossero stati due sposi che avessero atteso la prima notte di nozze.
Lo fecero con calma e durò per tutta la notte. A Mike parve di ritornare indietro nel tempo, di essere di nuovo in quel bosco del Paese delle Meraviglie, quando aveva visto Billie Joe detto il Bianconiglio frugare tra i cespugli per cercare delle rose.
Questi si mosse sotto di lui con tenerezza, arrossendo come un pomodoro quando, in un'ultima magia, come la prima volta sul suo corpo era apparsa la scritta Prendimi.
- Beh, questo è inequivocabile. - sorrise divertito il biondo, accarezzando quella scritta.
- Non è colpa mia, non lo faccio apposta! - esclamò imbarazzato.
- Mi piace. - dichiarò Mike con un sorriso, tracciandone i contorni con la punta dell'indice, facendo venire la pelle d'oca a Billie.
- Mi dispiace non avere più la coda e le orecchie. - mormorò posando la testa nell'incavo della spalla di Mike.
- Perché? -
- Era una bella sensazione quando mi accarezzavi le orecchie... –
- Non dirmi che sentivi davvero qualcosa! -
- Come tutti gli animali, mi piaceva. - rispose quasi offeso.
Dirnt sogghignò, sfiorando di nuovo quella scritta - Ehi, ma sembra quasi che se ti tocco questo plateale richiamo, provi le stesse cose... -
- Così pare. - ansò l'altro.
Mike si abbassò sulla scritta, e vi posò un bacio, sfiorandola poi con le dita.
- Ah, Mike... - rabbrividì Billie - Mi fai il solletico... –
- Non è solletico questo... -
Posò un altro bacio, per poi leccargli pelle con la propria lingua, bagnandolo di saliva.
Billie fece quasi un balzo nel letto, chiudendo gli occhi, affannato - Questo... Questo è scorretto! - gemette, sentendosi divenire ancora più duro.
- No, è molto divertente. - sorrise Mike malizioso - Parecchio divertente... - Continuò a seviziare il tatuaggio e la piccola parte di pelle che sembrava arrossire come il viso di Billie, che faceva fatica a trattenere gli ansiti.
- Mike, non vale... - si lamentò in un tono meravigliosamente vulnerabile che convinse Mike a non smettere, anzi, a perseverare nell'accarezzarlo e intanto risalire con la bocca tutta la spina dorsale, fino a lambirgli il collo e farlo fremere di un piacere imbarazzante.
- Sei il mio animaletto sensuale. - sogghignò all'altezza della nuca e Billie rilasciò un ansito eccitato, mentre l'altro si decideva a smettere di torturare il suo marchio e a posargli le mani sui glutei, iniziando a fare sul serio.
- Mike... è tanto che ti aspetto... –
- E' tanto che ti voglio... - Le mani di Mike andarono a toccare ogni zona erogena che Billie possedesse, scivolando eccitanti sul suo corpo liscio, su quel corpo perfetto a cui Mike aveva davvero pensato troppe volte durante tutto quel tempo, che gli era mancato come l'aria, e che gli aveva fatto fare sogni non esattamente puri.
Billie non riuscì più a replicare nulla che non fossero suppliche o gemiti, disperate richieste di amore.
I due si fusero come un'anima sola, unendosi per il puro piacere di stare insieme, di amarsi. Era stupendo, qualcosa che era mancato per così tanto tempo che ritrovarlo li fece stare quasi male.
- Oh, Mike... - implorò Billie con gli occhi serrati dal piacere denso che lo aveva avvolto - Ti voglio, ti voglio così tanto... -
Quelle parole riempirono le orecchie di Mike facendogli battere forte il cuore, lo baciò dovunque riuscisse ad arrivare, passando le mani dappertutto, torturandogli i capezzoli, seviziando quel tatuaggio che rappresentava una via diretta per il paradiso, assaporando a pieno il sapore delle sue labbra e delle sue parole strappate alla lussuria.
Vederlo così, gettato sul materasso, scomposto fra le lenzuola di seta, i capelli neri come una macchia di vernice, gli occhi verdissimi e lucidi socchiusi dal piacere, crearono in Mike un'emozione ed un desiderio assoluti.
Lo prese così, spingendosi nel suo corpo senza pensare, facendolo gridare per il dolore, ma anche per il godimento che arrivò da lì a breve.
- Porca troia... - Ecco tornato il Billie di sempre.
- Va tutto... Tutto bene, tra poco... Se ne va... - ansimò Mike affondando in lui con tutta la calma che la foga gli rendeva possibile, impazzendo alla sola idea di essere dentro di lui, di tornare come la prima volta, di poterlo avere così, solo per lui, sentendo urlare il suo nome, solo e unicamente il suo.
Billie gemette affondando le unghie nel materasso, col piacere che si faceva violentemente strada dentro di lui, gli ormoni a mille e quella disperata sensazione di felicità che non voleva mollarlo un attimo.
- Lo so che passa. - gemette l'altro - Ma è che è tanto che... Che... -
- Che mi aspettavi. - rispose semplicemente Mike e Billie gli si aggrappò alle spalle, urlando quando quel punto sensibile dentro di lui venne sfregato per la prima volta.


*****



Al piano di sotto Allison voleva morire. Il tump tump ritmico, i sospiri e le grida che sentiva sopra la sua testa le formavano un blocco all'altezza dello stomaco.
Lo stavano facendo.
Sì, non c'erano spiegazioni, scuse, niente che si potesse dire, Billie stava scopando con quello stangone con l'aria da teppista tossico. Billie si stava facendo scopare, e sembrava che gli piacesse anche.
Non ci poteva credere. Assolutamente, fuori discussione.
- Fanno chiasso, eh? - disse una voce appena fuori dalla porta della sua camera.
- Matt, sei sveglio? - Matt era il suo coinquilino. Gay. Molto gay. Disperatamente più popolare tra gli uomini di lei.
- Come si fa a non svegliarsi? - replicò lui mentre beveva un bicchiere d'acqua, per poi alzare gli occhi al soffitto con aria sognante - Ah, beati loro... -
- Ma come beati loro?! Loro... Loro non possono! - ribadì lei uscendo di gran carriera dalla stanza.
- Ma vuoi scherzare?! Loro possono e lo fanno, come fai a dargli torto?! - Poi ci pensò un po' su - Dici che se gli chiedo di fare una cosa a tre mi fanno partecipare? –
- Come fai a dire una cosa del genere? - sibilò la ragazza, che, seppure avendo un coinquilino gay, ancora non aveva capito molto sulla faccenda.
- Amore, dimentichi che anche a me piace fare quello che il tuo amichetto di sopra sta facendo? - esclamò il ragazzo, puntando il dito al soffitto - Mi ci butterei a pesce in una cosa del genere! E poi Billie Joe è un bocconcino che vale la pena di assaggiare! -
- Credi che non lo sappia? - rispose lei inviperita.
Matt la guardò all'ombra dell'appartamento.
- All, ma l'hai capito che anche Billie è frocio, o vuoi vederlo mentre recita un film pornogay per rendertene conto?! -
- Lui non è gay! - esclamò come se fosse suo dovere proteggerlo da quelle malelingue - E' solo che quel tossico... Gli... Gli avrà dato qualcosa! -
- Ci puoi scommettere che gli ha dato qualcosa! - rise Matt malizioso - E credimi cara, piacerebbe che qualcuno lo desse anche a me... - Pensò a quanto fosse arrapante Billie, e che quindi doveva saperseli scegliere bene. Probabilmente quel biondo doveva essere un dio in terra. Oddio, domani quando vedo Billie gli chiedo se posso partecipare la prossima volta! si disse immaginandosi l'ipotetica scena.
- Bah, voi gay siete tutti uguali! - si lamentò Allison con un gesto scocciato, tornandosene in camera.
- Omosessuali? -
- Troie. –
Matt se ne andò con una risata, prima di voltarsi e dire - Sarà, ma non credo che il tuo Billie sia una troia. In fondo, da quando è arrivato non è mai stato con nessuno. Nemmeno con te. Ciao ciao! -
Si richiuse la porta alle spalle e Allison lanciò un gridolino frustrato.
Anche Allison si richiuse in camera gettandosi di peso sul letto, premendosi in cuscino sulla testa per non dover sentire ancora il suo Billie che in quel momento sembrava stesse sull'orlo del paradiso, mentre probabilmente quell'ossigenato gliene stava facendo di tutti i colori.
Lo odiava. Li odiava tutti! Tranne Billie, che lei non avrebbe mi potuto odiare.

***Continua***




 
 
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