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02 June 2010 @ 09:35 pm
[Green Day] King for a Day (12/?)  
Titolo: King for a Day
Fandom: RPS Green Day
Autori: queenseptienna  e vanryo 
Beta: narcissa63 
Rating: NC17
Pairing: Mike/Trè - Tré/Billie - Mike/Billie
Personaggi: Mike Dirnt, Billie Joe Armstrong, Tré Cool, altri
Numero Capitolo: 12 di ?
Genere: romantico, erotico, angst
Avvertimenti: slash, sesso descrittivo, altri in corso d'opera XD
Info: questa ff è il seguito di Why do you want Here?
Disclaimer: Non è mai successo e mai accadrà. Magari fosse vero ù_ù

NOTE: I warning e il rating sono riferiti a TUTTA la storia di cui ancora non so tutti i capitoli XD






Billie Joe fissava il telefono con aria nervosa, continuando a chiedersi incessantemente se stesse facendo davvero la cosa giusta… ma diamine, lui era il fottuto Re del Punk, genio e sregolatezza, perché mai avrebbe dovuto agire in modo logico e sensato?! Poi, però, si ricordò di chi fossero i due squinternati, oggetto del proprio diverbio mentale.
Si parlava di Tré e Mike, i suoi migliori amici, e del loro complicato rapporto, in cui lui non aveva alcun diritto di ficcare il naso, anche se in realtà, con il suo folle piano, non aveva fatto altro per tutto il tempo, almeno fino a quando Tré non lo aveva scaricato, dopo nemmeno due giorni di quella pantomima.
Però… non poteva fare a meno di sentirsi ingelosito, escluso, un peso insomma.
Ecco, BJ si sentiva come uno scomodo fardello messo da parte. Ci avrebbe scommesso le palle che sarebbe accaduto come le volte precedenti: quegli idioti paranoici si sarebbero rimessi insieme, fino alla litigata successiva, e lui avrebbe rosicato come il peggiore degli invidiosi, aspettando con ansia che uno dei due lo degnasse di attenzione e, quando fosse accaduto, non si sarebbe accontentato di Mike.
Tré era quello su cui voleva mettere le mani, e non in senso metaforico. Era il suo modo di essere, la sua presunta follia ed il suo saper soffrire in maniera sottile e tormentosa, che provocavano in Billie quel qualcosa che né Mike, né Adrienne, erano in grado di scatenare. Il vocalist non avrebbe mai ritenuto di avere un senso materno così sviluppato, eppure…
Sto diventando un pazzo psicopatico! Pensò, infilandosi le mani fra i capelli e tirando le lunghe ciocche scure, mentre se ne stava appoggiato con i gomiti a quel ridicolo tavolino, ricoperto di pelliccia leopardata, che teneva in salotto.
Il telefono stava davanti a lui, immobile e silenzioso, quasi lo stesse schernendo per l’indecisione atroce che lo dilaniava.
Di sicuro, in quello stesso istante, Mike e Tré stavano combinando qualcosa di molto piacevole per la loro relazione, ma non per l’ego infinito del cantante che, più di ogni altra cosa, desiderava essere al centro dell’universo, specie in quel preciso momento. Non gli piaceva essere ignorato in quel modo, però forse, facendo affidamento sull’impulso irrefrenabile che gli stava ruggendo dentro, si sarebbe buttato ed avrebbe preso ciò che voleva.

♥ ♪ *************************** ♪ ♥




Il chiarore rossastro del pomeriggio, che si tramutava lentamente nella penombra della sera, passava fievolmente attraverso le tapparelle semi abbassate della stanza da letto di Mike Dirnt. Le sottili lame di luce creavano chiaroscuri invitanti sulla pelle dell’uomo più in carne, la cui camicia era stata slacciata, con calma e devozione, da lunghe dita agili, abituate a pizzicare le corde di un basso.
-Spero che la ciccia di questi ultimi tempi non ti dia troppo fastidio…- mormorò Cool con un sogghigno ironico, visto che in realtà dell’adipe in eccesso se ne strafregava, poiché riteneva che un po’ di pancetta non stesse mai male, in un uomo, anche se avrebbe preferito che la sua… beh, non gli avesse fatto tendere la camicia di maglina in modo così evidente!
Dirnt sollevò il proprio sguardo color del ghiaccio, in quel momento caldo come un vulcano. Era confuso, non gli importava niente del grasso, ma di Tré. –Sei sempre stato cicciottello e con dei polpacci da calciatore, ma non mi sembra che io mi sia mai fatto problemi al riguardo.-
Frank ridacchiò, accarezzandogli una guancia con la punta delle dita. –Quando ero giovane ero magro e carino, ho rivisto delle vecchie foto, davvero niente male. Ero piuttosto fiero del mio aspetto.-
-La colpa è di tutta la fottuta birra che tu e quell’altro deficiente vi bevete- ribatté il bassista, slacciando completamente l’indumento e passandogli un polpastrello sul ventre un po’ appesantito –Solo che lui, poi, va a farsi una nuotata o a correre, mentre tu, invece, correresti solo se avessi una muta di doberman alle calcagna.-
-Sono pigro. Preferisco un altro genere di ginnastica.- Wright sorrise, allusivo e malizioso, con quello scintillio folle negli occhi blu che lo contraddistingueva, differenziandolo da tutte le altre persone del pianeta. Come lui, questo era certo, non poteva esserci nessuno al mondo!
Mike gli diede un morso esattamente nei pressi dell’ombelico e cosparse la sua pancia soffice di altri morsi, lasciandogli dei leggeri segni rossi che fecero gemere il batterista. –Hai le maniglie dell’amore.- lo canzonò –Quale modo migliore per tenerti fermo?-
L’altro scoppiò in una risata sguaiata, afferrando le mani del compagno e guidandole verso il bottone dei jeans, tesi fino allo spasimo. –Non hai mai avuto bisogno di tenermi fermo. Per te avrei fatto qualunque cosa.-
Il bassista fece saltare il bottone, però lo scrutò con aria seria –E adesso? Non faresti più nulla per me?-
-Sono talmente tanto rincoglionito, che per te tirerei giù la luna dal cielo.- rispose Cool in un sussurro, continuando a sfiorare la guancia di Mike e cercando di trasmettergli, solo con lo sguardo, tutto quello che non era capace di spiegare a parole. Fissandolo in silenzio, intensamente, Frank inviò all’amante quel messaggio nascosto, che solo lui era in grado di capire, rivelandogli ciò che teneva chiuso a tripla mandata, all’interno del proprio cuore da folle.
Ovviamente Dirnt capì, con l’ausilio di quella specie di sesto senso, che gli permetteva di afferrare ogni strana evoluzione dei pensieri sconclusionati del batterista, come nessuno era in grado di fare, neppure Billie Joe, che per Cool era come un fratello.
Mike si alzò in piedi, lasciandolo con un gemito insoddisfatto, ma tappandogli la bocca con quelle labbra viziose, che parevano poter scatenare un incendio con un semplice tocco. Erano labbra morbide, sottili, inebrianti e bellissime, capaci di far perdere il senno con un breve sfioramento, di far nascere brividi sul corpo e di spedire dritti in Paradiso, quando si baloccavano sulle zone erogene, fottendo direttamente il cervello.
Tré mugolò in quel bacio, si aggrappò alle spalle muscolose e tatuate di Mike, ed insieme caddero distesi sul letto, stropicciando le lenzuola che prima erano accuratamente stirate, senza neppure l’ombra di una piega.
Le dita di Mike s’insinuarono sui fianchi di Cool, stuzzicando i sensi di quest’ultimo, e vagarono sulla sua schiena, lasciando segni rossi al passaggio delle unghie sulla pelle morbida.
Il Blackberry di Dirnt prese a vibrare ed a diffondere nella stanza la musica degli AC/DC, ma i due decisero d’ignorarlo e ci riuscirono, almeno fino a quando quel rumore si alzò di tono, divenendo incessante e fastidioso.
-Rispondi.- sbuffò Tré con una smorfia, chiedendosi se il proprio cellulare fosse spento.
-Non ne ho voglia…- si lamentò il bassista, afferrando il telefono, deciso a strappargli la batteria. Tuttavia, prima che potesse leggere il nome sul display, Frank glielo sfilò di mano, premendo deciso sul tasto verde di ”accetta chiamata”.
-Pronto? Billie Joe, che cazzo vuoi adesso?!-


Continua…
 
 
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