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28 June 2010 @ 01:26 pm
[Green Day] Mike in Wonderland (7/7)  
Titolo: Mike in Wonderland
Autori: Livin Derevel e queenseptienna 
Fandom: RPF Green Day
Rating: NC17
Pairing: Mike/Billie Joe(Beh sì, a Mike piacerebbe!XD)
Personaggi: Mike Dirnt, Billie Joe Armstrong, Tré Cool, Jason White, Bono Vox, Bill e Tom Kaulitz, Jared Leto altri personaggi
Numero Capitoli: 7
Genere: erotico, romantico, DEMENZIALE XD
Avvertimenti: Furry, sesso descrittivo, slash, cose molto zozze, AU, Orecchie e code da coniglio su nani interessanti
Info: questa cosa è malata, MOLTO MALATA. Fa parte della nostra serie di fiabe XD
Disclaimer: Ovviamente tutto questo non è mai accaduto e mai accadrà, non è vero niente e no, non ci siamo fumate dell'erba v.v

STORIA COMPLETA!





CAPITOLO 7 – Buonanotte amore...

Di Mike si vedevano solo le Converse che sporgevano dal retro del baule aperto, inveiva sottovoce contro la custodia pesante che non ne voleva sapere di venir fuori, era incazzato, di pessimo umore, per colpa di Billie, di Jared, di lui.
Andava tutto da schifo.
Fottuta città, e fottuto concerto!
- Mike... -
In più sentiva le voci e aveva appena dato una testata. Fanculo!
- Mike! -
Oddio, non era una voce qualsiasi, era Billie Joe! In fretta e furia uscì da quella trappola mortale in cui si era infilato e si girò verso di lui. Il moro era in piedi davanti a lui, il ritratto della timidezza e dell'imbarazzo.
Poi ebbe solo il suo profumo nelle narici e le sue braccia strette intorno al torace.
- Posso... Posso restare qui con te? Non voglio andare sul treno... –
- Sì... - mormorò solamente, spiazzato - Sì, tranquillo, resta qui... - Quando si riprese lo abbracciò a sua volta, sentendo la sua pelle calda, era tremendamente piacevole - Non ti lascio... -
- Mike, lo so che sono un cretino, lo so che non capisco niente, ma una cosa la so! - esclamò staccandosi quel tanto che bastava per guardarlo negli occhi - Io ti amo, lo so, forse non so esattamente farlo nel modo giusto, ma voglio che tu m'insegni, sono qui per te, e non voglio tornare indietro! -
Poi lo baciò gettandogli le braccia al collo, aggrappandosi a lui.
Dirnt rimase ancora spiazzato, ma si concentrò sulla splendida sensazione della morbida bocca di Billie sulla sua. Gli avrebbe insegnato, decise sul momento, e si diede dell'idiota per aver davvero pensato di mandarlo via.
Come avrebbe fatto senza Billie? Aveva passato sei mesi d'inferno per la sua mancanza, figurarsi cosa sarebbe stato una vita intera.
- Scusami... - mormorò quando si separarono - Sono stato... cattivo con te. -
- Sì, lo sei stato! - annuì con una certa petulanza - Ma io sono stupido. Sono lento, lo so, non sono capace di svegliarmi, ma non ho dimenticato quello che mi hai detto... Voglio imparare da te! Perché... Perché io sono sicuro di amarti! - Si aggrappò con le mani alla sua maglietta, fissandolo negli occhi - Io ti amo. -
Mike sentì il cuore sciogliersi e il calore propagarsi per tutto il corpo, per ogni vena, dalla testa fino ai piedi, dovunque, con quegli occhi iridati che gli rubavano il respiro.
- Io sono pazzo di te... Completamente pazzo... - Non riuscì a trattenere una risata liberatoria, a cui si aggregò anche Billie, e si abbracciarono di nuovo, stretti nel parcheggio, sotto le occhiate incuriosite, disgustate, intenerite di chi andava e veniva.
Billie gli saltò in braccio e continuò a riempirlo di baci - Mi devi un sacco di coccole, ho pianto per colpa tua! -
- Sei un ruffiano... - sussurrò il biondo, spingendolo contro la macchina, per non spezzarsi in due la schiena.
- Stanotte voglio dormire con te. - sorrise inumidendogli il collo a forza di baci, accorgendosi con un brivido caldo delle mani di Mike che gli si intrufolavano sotto la maglietta.
- No caro mio... - Billie si staccò squadrandolo male.
- Come no?! - Mike gli fece un sorrisino malizioso.
- Stanotte non si dorme... –
Billie Joe si trasformò all'istante in un gattino capriccioso - Vuoi dire che dopo il concerto ti darai da fare per farti perdonare e che mi insegnerai tutto a dovere? -
- Vedo che inizi ad afferrare il senso, coniglietto vizioso. - sorrise l'altro, rispondendo ai baci.
- Cosa mi farai? - domandò torturandogli le spalle con le dita.
- Ah, se te lo dico non è più divertente... –
- Hai intenzione di tenermi sulle spine fino a stasera? -
- Ma certo piccolo, ho intenzione di renderlo memorabile. - sussurrò contro la sua gola, cercando di trattenersi a non dargli un anticipo lì davanti a tutti.
Continuarono ad abbandonarsi tranquillamente alle loro effusioni, non accorgendosi minimamente di un paio d'occhi che li stavano guardando distanti, da oltre le vetrate, due occhi un po' malinconici, tristi, terribilmente tristi.
Il padrone di quegli occhi era destinato ad non possedere mai quello che vedeva davanti a sé, così lasciò la vetrata del bar e si allontanò in silenzio.


*****



Il concerto era stato una vera bomba, Billie Joe aveva cantato e ballato in mezzo agli altri proprio davanti al palco, ondeggiando sensuale alla musica cantata da Mike.
Alla fine della serata nella discoteca c'era il caos totale, il divertimento trasudava da ogni poro, assieme all'alcol e ai feromoni che si stavano scatenando.
Dopo quel mare di folla la band fece una rapida doccia, poi Mike andò dritto da Billie, lo prese per mano, gli sussurrò qualche parola, salutò gli altri del gruppo e uscirono dal locale.
- Andiamo subito in albergo? Così, senza... -
- Zitto e sali in macchina, so io dove ti devo portare. - gli sorrise galante, aprendogli addirittura la portiera dell'auto.
- Ma io... -
- Taci e sali. - rispose l'altro, tappandogli la bocca con un bacio umido e poi salendo al posto di guida.
- Fidati di me... - sorrise destreggiandosi per le strade di Atlanta, illuminate di blu e argento, spettacolari come non mai.
Billie sorrise, in fondo era con Mike. Da soli, in auto, non importava neanche la destinazione, tutto purché fossero solo loro due. Gli venne la pelle d'oca. E non perché aveva freddo.
Il cielo notturno di Atlanta sembrava alto, immensamente più alto che in ogni altra parte del mondo, le stelle sembravano lontanissime, i palazzi si stagliavano sullo sfondo con sfavillii che li rendevano simili a fantasmi opalescenti, e un mare di vita e rumori sommergeva tutto.
Dopo un quarto d'ora Mike fermò la macchina in un grande parcheggio ai piedi di quella che sembrava quasi la Torre Eiffel, solo meno squadrata e molto più alta, le pareti rivestite di vetrate nere, e all'apice un ampio cerchio che si fondeva col cielo.
Billie spalancò la bocca di fronte a quella costruzione maestosa che non aveva pari. Nel Wonderland non era mai esistito assolutamente nulla del genere.
- Mike... Dove ci troviamo? - chiese timidamente, voltandosi verso il sorriso illuminato dalle luci dell'altro.
- E' la Khronoger Tower... Vieni. - Lo prese per mano e mosse qualche passo verso quella costruzione fatta totalmente di specchi, due di essi si aprirono automaticamente lasciandoli passare.
L'interno era incredibile.
Brulicante di persone benvestite, con abiti lunghi, smoking, le donne tutte stupendamente truccate e gli uomini con mazzi di fiori, lampadari a goccia si abbassavano dai soffitti, e tante piccole fontane emanavano getti colorati.
Billie non ebbe neanche il tempo di guardarsi intorno come avrebbe voluto, che Mike continuò a guidarlo dritto verso degli altri vetri, anche loro si aprirono con un rumore soffuso, rivelando l'interno di un ascensore.
Le sbarre dorate si chiusero e Mike premette il bottone dell'ultimo piano. Erano soli e la salita era infinita, così il biondo lo afferrò per la nuca e lo attirò a sé per un altro bacio languido - Ti porto in paradiso... –
Billie si lasciò coccolare da quelle labbra, pensando inoltre che stando all'altezza di quel palazzo sarebbero stati capacissimi di toccare il cielo alzando solo un braccio.
Passarono diversi minuti in cui l'ascensore salì velocemente ma senza fare il minimo rumore, fino a che non si fermò, e le porte si aprirono di nuovo.
Si trovarono in una specie di padiglione di vetro, da cui però si vedeva il cielo, le stelle illuminavano tutto, c'erano poche persone lì, e c'era una musica soft, pianoforte, coppiette che parlavano a bassa voce, che si tenevano per mano, che ridevano apparendo incredibilmente in sintonia.
Mike preso sottobraccio Billie e si avviò ancora, ma quella notte aveva sempre voglia di camminare?
Si sedettero su un lungo divano in una zona appartata, da cui però si poteva godere del panorama stellato. Mike passò un braccio intorno alle spalle di Billie e gli vezzeggiò il collo con la punta delle dita, causandogli un piacevole brivido - Ti piace qui? –
- Sì... - mormorò estasiato guardando in alto, specchiandosi nella volta stellata, la luna quella notte non c'era, rendendo tutto più scuro e blu, e le stelle più luminose che mai - E' meraviglioso... -
- Allora c'è di meglio. - gli sorrise trascinandolo di nuovo in piedi.
- Mike, sono stanco di stare in piedi, è tutta la sera che... - protestò, ma immediatamente smise di parlare quando uscirono all'aria aperta, respirando un tenue odore di salmastro.
Da lì si vedeva tutta Atlanta. Tutta.
Spalancò la bocca, stupefatto, mentre si avvicinavano al cornicione. Billie vi posò le mani sopra, ma quelle di Mike, che era alle sue spalle, si depositarono sui suoi fianchi stretti.
- Questo è per farmi perdonare. -
Un mare. Un mare di luci, minuscole luci meravigliose, blu, gialle, bianche, rosse, di ogni colore, anche le insegne più grandi sembravano essere minuscole, le auto si muovevano lente da lassù, così lontane, così inesistenti, quello sembrava un altro mondo, con una musica che sembrava catapultare in un'altra epoca, e tutto quel silenzio dolce e tenero, il calore di Mike dietro di lui, il suo respiro, il riflesso stellato sul lago che si vedeva in lontananza.
Il paradiso.
Non avrebbe davvero mai detto che il paradiso fosse scuro e così pieno di piccole luci, e che avesse musica di pianoforte.
Respirò profondamente l'aria un po' salmastra, riempiendosene i polmoni, misto al profumo dell'uomo alle sue spalle che lo accarezzava con lentezza.
- A dispetto del nome, nel Paese delle Meraviglie non esiste nulla del genere. - sussurrò, piegando indietro la testa e lasciando che Mike lo baciasse sul collo.
- Lo so. - disse lui sorridendo, passandogli le mani intorno al corpo e intrecciandole sul suo ventre - L'ho fatto apposta. -
Billie tremò, ma non perché avesse freddo, anzi. Sentiva uno strano calore sciogliersi dentro di lui, pervadergli le gambe, il torace, fino a raggiungere il cervello e fargli dimenticare tutto quello che non era lì con lui.
Era Mike a dargli tutte quelle sensazioni, a fargli dimenticare persino che fosse. Era lui il fuoco che lo scaldava dentro.
- Nessuno ha mai fatto questo per me. - gemette piano, girandosi nell'abbraccio e posando la fronte su quella dell'altro - Grazie... -
- L'ho fatto per te. - sorrise dandogli un bacio sulla punta del naso - Ti amo. -
Billie ebbe la tentazione di mettersi a parlare e non smettere più, di dirgli qualunque cosa gli passasse per la testa, dirgli tutte le smancerie che gli venivano in mente, Ti amo alla follia Sono pazzo di te Vorrei passare il resto della mia vita tra le tue braccia e un'altra miriade di cose sdolcinate che lo facevano arrossire, ma non disse niente.
Lo guardò solo negli occhi, sprofondando in quell'azzurro intenso che lo faceva annegare in un qualcosa di incredibilmente avvolgente.
Mike però comprese tutte quelle parole senza che nemmeno venissero pronunciate, così si avvicinò ancora di più e lo baciò come meritava, trasmettendogli tutti il calore, l'amore e il desiderio che provava per lui.
Si perdettero in un bacio profondo, tra il buio della notte e quelle parole che aleggiavano loro intorno, come lucciole trasparenti.
- Ti amo... - sussurrarono insieme e poi scoppiarono a ridere, abbracciandosi con malizia.
- Mi devi un sacco di attenzioni, lo sai? - pigolò capriccioso il moro, mordicchiandogli il mento e Mike sorrise.
- Non c'è bisogno di ricordarmelo, peste! -
- Stanotte voglio che pensi solo a me. -
- Da quando ti ho incontrato non faccio altro. -
- Da quando ti ho incontrato ho fatto una marea di stupidaggini solo per essere qui con te. - confessò assaggiandogli le labbra, stringendosi a lui.

- Oh, come sono carini! - sospirò una donna guardando quella coppietta da oltre i vetri del padiglione.
- Non sono proprio il mio genere, ma è bello sapere che l'amore è così affettuoso anche per i giovani d'oggi. - annuì il suo compagno che le porse una flute.


*****



Di nuovo in albergo, i due entrarono a fatica centrando la porta di ingresso, troppo impegnati a mordersi e baciarsi e bloccarsi contro i muri.
- Mike... - Billie gemeva in modo incantevole, aggrappandosi al compagno - Ho bisogno di te. -
- Giuro che adesso ti prendo... - mormorò appropriandosi delle sue labbra e prendendolo in braccio, Billie si issò sulle sue spalle e si lasciò trascinare fino a letto, dove si lasciò cadere.
Mike gli strappò letteralmente gli abiti dosso e lo stesso fece con quelli che indossava, la voglia di sentirsi pelle contro pelle era esageratamente troppa e aveva voglia di morderlo.
- Mike... - pigolò, mordendosi un dito - Volevo fare una cosa... -
- Che cosa? -
- Questo... - Billie Joe si mise carponi sul materasso, baciandogli il ventre piatto e strusciandosi con il viso su di lui, scendendo impercettibilmente verso il basso.
A Mike mancò praticamente il respiro tanto era la sorpresa, non se l'aspettava per niente quella inusuale presa di posizione, che gli fece salire il sangue alla testa in meno di un secondo.
- Billie... - ansimò piano, quando le labbra morbide del compagno si posero leggere come ali di farfalla tra i riccioli scuri del suo inguine, tirandoli lievemente. Intrecciò le dita fra i suoi capelli neri, mentre Billie decideva di andare più a fondo.
Ma tanto Billie non si fermò.
Dirnt spalancò la bocca, in totale mancanza di aria. Il cervello si era momentaneamente scollegato, l'unica cosa importante era quello che Billie Joe stava facendo più sotto, strappandogli totalmente la lucidità.
Sentiva la lingua di Billie ovunque, avvolgerlo completamente, scendere e salire, spaventosamente lento, lo fece tremare, allargò le gambe, aveva l'intenzione di dire qualcosa ma più niente rispondeva ai suoi comandi, il suo corpo era totalmente preda del piacere che Billie gli stava dando, Mike si sentiva leggero, inaspettatamente caldo e leggero.
La sua bocca era lucida e rosa, avvolgente ed accogliente come un guanto. Gli posò le mani sulle cosce per reggersi meglio, aumentando il movimento ritmico del capo.
Se solo Mike non avesse avuto la gola secca e arida per colpa di tutto quello che gli stava accadendo, avrebbe gridato il nome di Billie incessantemente, una volta dopo l'altra, seguendo le sue spinte.
Rimase quindi senza fiato, mentre quella lingua faceva cose indicibili.
Billie Joe si staccò con un sonoro risucchio solo più tardi e gli rivolse uno sguardo che era tutto occhioni verdi.
- Sei.. Sei incredibile... - mormorò Mike, accarezzandogli il viso.
- Lo so. - sorrise compiaciuto da quel complimento, sporgendosi verso di lui e leccandogli il torace - Ho fatto molta pratica. -
- Già, ricordo. - mormorò Mike cingendogli le spalle, ancora troppo perso nella valanga di ormoni per capire qualcosa che andasse troppo il là.
Lo strinse al petto, solleticandogli le ciocche scure e Billie Joe lo baciò in uno slancio pieno di impeto, cingendogli le spalle con le proprie braccia.
- Ho bisogno di te. - mormorò.
- Mi fa piacere. - sorrise abbracciandolo, rimettendosi di buona lena sulle sue labbra.
Billie si lasciò cadere su un fianco sul letto, la mano di Mike invece scivolò languida sulla sua schiena, solleticando per intero la spina dorsale, lo accarezzo lascivo facendogli perdere il respiro nella sua bocca, poi sfiorò il tatuaggio, facendolo gemere.
- No... Non vale... - si lamentò Billie in un miagolio tenerissimo.
- Sì che vale. - soffiò sulle sue labbra - E' eccitante sapere che potrei farti impazzire di piacere solo così. -
- Ormai conosci tutti i miei punti deboli. - Si lagnò, in una dolcissima lamentela che non era per nulla convincente.
- Anche tu conosci i miei. - sussurrò mentre gli faceva posare la schiena sulle coperte morbide, fissandolo in quei grandi occhioni morbidi.
- Non è vero! - replicò con un'aria dolcemente offesa - E' vero? -
- Sono perdutamente geloso di te... - Iniziò a disegnare sulle sue clavicole una lunga cascata di bacetti morbidi, sfiorando di tanto in tanto il tatuaggio, facendo sciogliere Billie - Perdutamente... –
Billie Joe gemette più forte, perché Mike si decise a torturare più a fondo quella scritta, causandogli brividi e sensazioni fuori dal normale.
- Non devi... Essere geloso. - ansimò a fatica - Io amo solo te. -
Mike fermò le dita per un attimo, un riflesso condizionato.
Billie aprì gli occhi temendo di averlo offeso di nuovo, si specchiò nei suoi occhi azzurri, alzandosi, per quanto l'eccitazione gli rendesse ogni muscolo non cosciente delle sue direttive.
- Ci sei solo tu per me. - sussurrò con gli occhi che si illuminavano - Nessun altro. Io ti amo. Ti amo da impazzire. -
Billie si gettò fra le sue braccia, stritolandolo quasi per l'emozione.
Sì, aveva capito cosa voleva dire essere innamorati, era una cosa totalizzante, che non lasciava spazio ad altro.
Mike lo strinse delicatamente, affondando nei suoi capelli corvini che avevano un lontano odore di vaniglia, dolce, buono, rassicurante.
- Ti amo Billie. - mormorò al suo orecchio, lasciandosi cadere sul letto con lui - Dio quanto ti amo... –
L'altro non fu da meno, lo strinse, lo graffiò e quando venne il momento di fare l'amore si lasciò prendere con tutta la calma e la tenerezza di cui era capace, accantonando tutti i pensieri che non riguardavano Mike e la sua stupefacente persona.
Fu stupendo.
Al buio, con solo la luce della notte a rischiarare il loro amore, solo l'aria fredda di Atlanta a respirare i loro ansiti, i loro baci si persero in cielo, con le luci a fare da sfondo, e solo quel legame stranamente integro che li teneva abbracciati, un sentimento che si instillava dentro l'anima e univa i loro cuori.
Il mattino dopo l'alba li colse ancora aggrovigliati e addormentati, stesi fra le lenzuola attorcigliate ed odorose del loro sesso e amore.
Si svegliarono solo alle dieci del mattino, ancora stanche ed affannati.
- Buongiorno coniglietto. - sorrise Mike beandosi del dolce calore che emanava il suo corpo.
- Buongiorno Mike... - rispose accucciandosi al suo petto.
- Dovremmo prepararci per tornare a casa. - disse, solleticandogli il mento con un dito, ma Billie mugolò dissentendo.
Proprio non aveva voglia di alzarsi! Aveva sonno e lì stava davvero bene.
- Non possiamo tornare domani a casa? - miagolò nascondendosi tra le sue braccia che sapevano d'amore. Mike rise.
- Non so se gli altri sarebbero d'accordo. - Gli baciò i capelli, poi la fronte - E poi... Non vuoi andare a parlare con Allison? - domandò con un tono un po' cauto.
- Allison sarà ancora chiusa in camera a piangere. - commentò lui, la conosceva troppo bene per sbagliarsi - Non è un comportamento civile. -
- Hai una bella faccia tosta a dire una cosa simile. - sorrise Mike, segretamente compiaciuto da quella risposta.
- Onestamente non mi interessa. - borbottò, strisciando sul letto come una tartaruga - Piange sempre e poi strilla. -
Dirnt si coprì la faccia con una mano, ridendo sommessamente.
- Perché ridi?! - protestò - E' vero! -
- Me l'immagino. - affermò Mike con una risatina - Ma non immaginavo lo dicessi tu, e con questo tono poi! -
- Allison è... Strana, lo è sempre stata, vuole sempre che gli altri facciano come vuole lei. Solo Matt non l'ha mai fatto, perché tanto lui non le da mai ascolto. -
- Però almeno andare a chiarire non sarebbe male. - commentò accarezzandogli la linea delle scapole, facendogli il solletico.
- Perché lo dici? Pensavo tu non la sopportassi. -
- E' sempre un tentativo. - disse con lo sguardo altrove - Al mondo un sacco di persone che non conosci ti odieranno per nessun motivo, è buona cosa almeno provare a mantenere buoni rapporti con chi sa il tuo nome. -
- Anche se non cambierà niente? -
- Almeno lei non potrà rinfacciartelo. –
Billie si sedette sul letto, meditando su quanto detto - Non la prenderà bene. -
- Nessuno prende mai bene un abbandono. - rispose Mike, baciandolo su una guancia.
- No... Però lei di solito lo prende peggio. –
Mike scoppiò in una risata, non riuscendo comunque a dispiacersi per Allison.
Era brutto essere infatuati di qualcuno che non ti ricambiava o non avrebbe potuto farlo nel modo desiderato.
- Siamo acidelli questa mattina, mh? -
- E' che... Che ci ho pensato, e se prima il comportamento di Allison mi sembrava normale, adesso non lo è più tanto. - sbuffò - Ieri in discoteca c'erano un sacco di ragazze, alcune anche un po' più brutte di All, però non erano come lei! Erano gentili, chiedevano le cose invece di dare ordini, erano educate... -
- Allison è un po' viziata. - dichiarò Mike riassumendo il tutto.
- Sì... Sì, e io non me ne sono mai accorto. - mormorò quasi colpevole.
- Non è colpa tua. - Gli alzò il mento e gli diede un bacio sulle labbra - Da dove vieni tu di viziati non ce n'erano granché... Neanche di persone sane, ma è già un'altra cosa. –
- Erano un po' fumati. - convenne, ricordandosi del Cappellaio Matto. Chissà cosa faceva quel pazzo adesso? Era passato così tanto tempo...
- Sarà meglio darci una mossa adesso e prepararci per andare a casa. - disse di nuovo il biondo - Altrimenti ci lasciano qui. Non che mi dispiaccia... –
- Neanche a me. - miagolò accoccolandosi tra le sue braccia, , prima che Mike si alzasse.
- Non possiamo. Devo trovarti un lavoro. - sorrise rivestendosi.
- Ti faccio da assistente! - propose.
- Non guadagno abbastanza per permettermi uno come te. -
- Io costo poco. - sorrise malizioso, avvicinandosi a lui - Mi piace il pagamento in natura. –
Dirnt si trattenne dal ributtarlo sul materasso, ritardando di quelle cinque o sei ore - Mi costi in fatica. - mormorò.
- Una fatica piacevole. - ribatté l'altro, alzandosi sinuoso come un gatto e passandoli un dito sul petto.
- Sei una piccola peste con gli occhi da cerbiatto. - Gli accarezzò il mento baciandogli le tempie, lottando contro la tentazione di abbandonarsi di nuovo.
- Sono tutto tuo... –
Il biondo trattenne un sibilo, mentre quella sirena si strusciava ancora sopra di lui, come se non gli fosse bastato farlo tutta la notte - Allora? Mi assumi... Padrone? -
Alla parola padrone Mike non capì assolutamente più nulla.
Lo abbracciò con impeto e lo gettò di nuovo tra le coperte baciandolo ovunque, tra le risate di Billie e la musica a basso volume che usciva dallo stereo.
- Sei assunto, piccolo demonio. - sorrise solleticandogli i fianchi.
Billie Joe rise, leccandogli una guancia e lottando contro il compagno, facendo a gara a chi solleticava di più l'altro.
- Pretendo il pagamento anticipato! - sorrise e Mike lo accontentò con gioia.


*****



- MA NON E' POSSIBILE! SIETE IN RITARDO DI QUATTRO ORE !- urlò Jared, tirando il borsone ai piedi dei due, scarmigliati e ancora ansanti.
- Scusa, è che... Che ci siamo distratti! - giustificò Mike tentando di sistemarsi perlomeno i capelli, sperando di non essersi infilato la camicia al contrario.
- Sì, me l'immagino! - sbottò Jared con le mani puntate sui fianchi - Me l'immagino. - E salì in macchina senza dire una parola, imbronciato.
- E' arrabbiato... Mi dispiace. - mormorò Billie sottovoce, pentito di essere la primaria causa del ritardo.
- No, non ti preoccupare. - sussurrò Mike caricando le borse nel baule - Mi sa che non è colpa del ritardo. –
- E di cosa allora? - volle sapere, arricciando le labbra e lisciandosi le pieghe dei jeans che erano tutti stropicciati.
- Uhm, meglio non saperlo. - rispose con un brivido, aprendogli la portiera e montando in macchina.
Il viaggio di ritorno fu il più silenzioso possibile.
Billie non disse una parola, Jared continuava a guardare fuori dalla finestra con fare impettito, e Mike non sapeva cosa dire, se avesse aperto bocca aveva paura di prendersi qualche brutta parola.
Fecero tappa in un autogrill sperduto in mezzo all'autostrada e Billie Joe si fiondò al distributore delle caramelle, sentendo incredibilmente un bisogni di dolci.
- Dentro quella macchina non ci si può stare! - disse a Mike, tirandogli la maglia come un bambino - C'è un'aria pesantissima! -
- Sì, lo so. - annuì Mike sapendo cosa intendeva dire - Senti, ti va di andare a prendere una boccata d'aria? Io dico due parole a Jared... -
- Ok. - disse Billie mettendosi in bocca un lecca lecca.
Mike lo lasciò mentre si sdraiava su uno spiazzo erboso, rotolandosi come una lepre, e si diresse all'auto dove c'era Jared, ancora appollaiato sul sedile anteriore.
- Ehi. - lo chiamò, andandogli vicino - La fai finita con questo brutto muso? -
Leto gli rivolse un'occhiata inferocita - Non ci provare, sai? Cos’hai intenzione di fare, farmi sentire anche l'audio mentre scopate? -
Mike si rese conto solo in quel momento che la loro camera era quella accanto alla sua.
- Jared, non volevamo assolutamente... -
- Siete rumorosi. - replicò non guardandolo negli occhi - E continui. Dio, ma non vi stancate mai?! - esclamò alzando le braccia al cielo, esasperato.
- Senti Jared, non è il momento di parlarne. -
- Sei stato tu ad iniziare, ho forse aperto bocca? - Lo guardò con occhi infuocati, ostico.
- Senti, non è il caso di arrabbiarsi. - si mise sulla difensiva - Volevo solo sapere cos'hai! -
- E hai pure il coraggio di chiedermelo? - Jared uscì dalla macchina e si mise le mani sui fianchi, in posa battagliera. - Vuoi che parli chiaro? Sono anni che ti giro intorno e quando arriva que... quel! Si porta via il mio migliore amico! -
- Jared, io sono ancora il tuo migliore amico! -
- NON... - Jared si rilassò schermandosi con le mani, come per darsi un contegno - Mike... Mike non prendiamoci in giro. - Alzò a fatica lo sguardo su di lui, dopo aver controllato che Billie Joe stesse ancora a rotolarsi, ora in compagnia di due bambini con cui stava giocando - Lo so io e lo sai tu. Mi sembra inutile continuare con questa commedia da due soldi. -
- Ma di cosa stai parlando? –
- Ma come fai ad essere così profondamente IDIOTA ?- esclamò,frustrato al massimo. Perché non voleva capire? Perché era così sfortunato nella vita?-
- Jared, onestamente, io non capisco. -
- Fidati, si nota parecchio. –
- Jared, che ce l'hai con me l'ho capito, ma il perché mi sfugge! - sbottò Mike esasperato.
- Mi piaci, cazzo, come vuoi che te lo dica?! -
Per un attimo il tempo parve cristallizzarsi, c'erano solo i loro occhi, indecentemente azzurri a fissarsi spaesati.
- Tu non sai quello che dici. - borbottò il biondo, passandosi una mano sul viso, a disagio. Ci mancava pure quella.
- No, Mike, io lo so benissimo cosa sto dicendo. - ribadì in tono freddo - Sei tu che non cogli mai quello che cerco di dirti. -
- Jared... Jared, non me l'hai mai detto... -
- Era impossibile dirtelo, negli ultimi tempi sembravi un fantasma, sempre chiuso in te stesso, non andavi nemmeno più con le ragazze, c'è stato un momento in cui ho avuto il terrore che tu fossi addirittura malato! - sibilò gesticolando - E poi vedo arrivare lui! - esclamò indicando Billie - E tu ritorni a sorridere più di prima! Cosa avrei dovuto fare?! -
- Dirmelo? - sibilò furibondo - Magari saperlo subito sarebbe stata una buona cosa! -
- E dimmi, di grazia, lasceresti quel ragazzo per me? - esplose all'ora l'altro, pretendendo una risposta al momento.
Mike aprì la bocca ma non ne uscì nessun suono. Che doveva dire?
- NO, non l'avresti fatto, perché tu sei completamente cotto di lui! - rispose al suo posto - Io non c'entro nulla con te, lo so già, non c'è molto da spiegare, ho fatto bene a non dirtelo, e adesso che lo sai con cambierà un bel nulla, ok?! –
- Senti Jared, mi dispia... -
- Stai zitto e risparmiamelo. - Il chitarrista si rimise in macchina e a Mike non rimase altro che fare una smorfia ed andare a recuperare Billie nel prato, che saltellava come un vero e proprio coniglio e stava per mettersi a brucare l'erba.
- Billie, è ora di andare... -
- Sì! - sorrise raggiante rialzandosi e salutando i bambini che agitavano le mani nella sua direzione ridendo - Cosa c'è? Qualcosa non va? - domandò notando l'espressione di Mike.
- No, non ti preoccupare. Tutto normale. –
Il ragazzo non disse nulla, dondolandosi su un piede.
- Hai dell'erba in bocca, sputala. - disse il biondo, levandogli un filo d'erba dalle labbra, con un mezzo sorriso.
- No, è buona!-
- Come no, nel bel mezzo dell'autostrada dev'essere proprio il massimo della bontà. - commentò ironico, avviandosi verso la macchina.
- Mike. - Gli tirò una manica, come un bambino piccolo - Sei arrabbiato con me? -
- No... No, perché? -
- Hai la faccia scura. -
- Non sono arrabbiato con te... - gli prese una mano e gli baciò una guancia - Vieni, quando arriviamo a casa potrai mangiare tutti i fiori sul terrazzo. -
Billie si illuminò in volto e lo abbracciò da dietro, ridendo contro la sua spalla e baciandogli una guancia.
Rientrarono in macchina, se Mike aveva la faccia scura nemmeno Jared scherzava.
Tornarono in città nel più completo silenzio, ormai era già sera, Mike avrebbe voluto dirgli qualcosa, ma con Billie dietro non ne aveva il coraggio.
Così Leto li scaricò davanti a casa di Billie Joe senza dire assolutamente nulla, nemmeno un saluto.
- Forse è Jared ad essere arrabbiato con me. - commentò.
Mike lo prese per mano senza dire niente, era troppo stanco per mettersi a fare quella conversazione. Si issò le borse sulle spalle, una buona ventina di chili, e si avviò dentro, seguito da Billie.
- Pensi che Allison mi verrà a parlare? -
- Boh... - mormorò Mike passandogli un braccio intorno alle spalle - Non ne ho la minima idea. –
A quelle parole anche Billie Joe fece spallucce, prendendosi il suo carico e salendo i gradini con calma.
Arrivati al proprio pianerottolo, non trovarono alcuna traccia della ragazza, così si limitarono ad entrare in casa.
La prima cosa che fece Billie fu gettarsi sul letto, era stanco morto, quella giornata totalmente di viaggio l'aveva distrutto nel vero senso della parola, voleva solo mettersi sotto le coperte e dormire rannicchiato, e con le orecchie ripiegate. Ah no, le orecchie non le aveva più.
- Mikeeeee... - chiamò come un bambino - Mike, dormi con me? –
- Peste! - urlò Dirnt dal bagno, uscendone dopo qualche minuto in accappatoio - Fai spazio, sono morto. -
La breve doccia calda gli aveva sciolto tutti i muscoli e si sentiva uno zombie.
Billie gli sorrise sornione sprofondando tra le lenzuola, abbracciandolo quando si gettò al suo fianco.
- Cielo, che giornata del... -
- Anche Jared è geloso? - chiese improvvisamente.
Mike si zittì, adoperando qualche minuto per registrare quella domanda. Guardò Billie, interdetto.
- Ho chiesto se anche Jared è geloso. - pigolò il moretto, imbronciandosi.
- Perché lo vuoi sapere? -
Billie si rotolò fra le lenzuola, sorridendo - Magari gli facciamo conoscere Allison, così la smetteranno di essere gelosi tutti e due! -
Mike ci pensò un po' su, poi scoppiò a ridere di cuore, scompigliando i capelli a Billie.
- Tu sì che vedi sempre il lato positivo delle cose, eh? - rise tirandolo un po' a sé.
- Dimentichi che io vengo da Wonderland. - sorrise lui saccente - E' la mia filosofia. –
- Beh, però non è una brutta idea, un tentativo si può sempre fare. - asserì - Magari avremo fortuna, magari no. -
- Io dico di sì. - rise il coniglietto, grattandosi la punta del naso - Voglio dire, sono abbastanza isterici entrambi! –
- Sì Billie, e credo ci ammazzeranno tutti e due. - sospirò Mike posando la testa sulla sua spalla - Non faremo cambiare loro idea così tanto facilmente... -
Rimasero in silenzio per un po', nel buio della camera, c'erano i soliti rumori, acqua che scorreva da qualche parte, e il passaggio lento e attutito delle auto sotto la finestra.
- L'amore non si può neanche cambiare, vero? - mormorò Billie dopo un po'.
- Non volendolo, almeno. E quando succede è ancora peggio... –
- Beh, forse allora è meglio che rimanga tutto così e noi... noi potremmo essere felici. - sussurrò, socchiudendo gli occhi verde brillante.
- Tu sei felice? -
- Sì, assolutamente sì. -
- Perché ci sono io? -
- Perché siamo noi due. - sorrise dandogli un bacio tra i capelli - Perché ti amo. E perché mi ami anche tu. -
Billie sorrise mettendosi meglio, abbracciando Mike, baciandogli le labbra.
- Anch'io sono felice. - sorrise incontrando il suo sguardo azzurro come l'oceano - Per gli stessi motivi! –
-Allora, finalmente hai imparato cos'è l'amore? -
Billie parve pensarci su, poi con un braccio indicò loro due e tutta la stanza - Direi di sì, sento tutto l'amore possibile qui dentro... –
- Mi fa piacere... - sussurrò coprendoli entrambi col lenzuolo, stringendolo al petto - Buonanotte. -
- Buonanotte amore. -
- Buonanotte amore... –


Fine







 
 
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