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queenseptienna


Titolo: Imprinting Love
Autore: Maria Chiara Cabrini
Editore: Zerounoundici (collana Rosso cuore)
ISBN: 9788863072587
Pag. 120
Voto:



Trama: Anna ama da anni, in segreto, il suo migliore amico, Marco. Non riesce a superare questa infatuazione, nonostante sappia di non avere speranze ed è arrivata alla conclusione che è tutta colpa dell’imprinting! Lui fu la prima persona a prenderla in braccio, appena nata, e l’imprinting fece il suo lavoro, come fosse stata un’oca. Marco è ora fidanzato con una ragazza odiosa e superficiale e Anna soffre più che mai, ma grazie all’intervento di circostanze favorevoli, forse qualcosa cambierà…


Recensione: La storia di Anna è una di quelle vicende che fa incollare gli occhi in un libro (nel mio caso allo schermo) e ti impedisce di staccarsi fino alla fine della lettura. Io ho letto le 145 pagine del PDF (120 in cartaceo) in circa due ore, facendo giusto la pausa per la cena.
L’imprinting, noto nel mondo animale e non certo in quello umano, è il movente che dà vita alla vicenda. Anna infatti è convinta che il suo amare Marco in modo totalizzante sia colpa proprio dell’imprinting.
Marco è il suo migliore amico praticamente dalla nascita, è ricco, bello, famoso e sempre accompagnato da fidanzate bellissime e stupidissime per fare bella figura. Il sogno di ogni donna, anche quello di Anna, se non fosse per lo spiacevole particolare che lei non è né bella, né stupida. E’ una ragazza come tante, banale, che lavora come libraia e non va oltre alla camicetta e alla gonna lunga. Solida e presente la definisce Marco, che si scorda del suo compleanno per mostrarle invece la nuova Porche. Solida, ma mai bella o affascinante. Lei è il suo migliore amico, niente più.
Scorriamo quindi l’evoluzione di Anna, la riscoperta della sua femminilità e il miglioramento (spesso molto divertente) del suo aspetto esteriore, della grinta che acquisisce con l’aumento dell’autostima. Tutto per conquistare Marco (ah, l’imprinting!) perché lo ama alla follia e lui… non se ne accorge nemmeno.
Finale classico per questa frizzante commedia (che in effetti ben vedrei rappresentata teatralmente), che si conclude con il punto di vista proprio di Marco.

Giudizio più che positivo per questo libro, di cui però ho scovato alcuni difetti, non a causa dell’autrice, ma a causa della casa editrice (che ormai mi odia e la cosa non mi turba nemmeno un po’) che ha questa costante in tutti i libri da essa pubblicata (in particolare nella Collana Rossocuore): la pressoché mancanza di editing al testo. Un difetto non da poco (e per fortuna diciamo che l’autrice è così brava da farlo passare in secondo piano), presenza di refusi e la scena in cui Anna incontra il padre mai conosciuto un po’ svilita, ridotta solo ad un paio di pagine, parte che personalmente avrei voluto vedere più approfondita.

Davvero un libro eccellente, auguro seriamente all’autrice di trovare una casa editrice che faccia un editing serio, perché questo racconto merita davvero di essere letto!
 
 
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