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queenseptienna
16 September 2012 @ 10:00 am



16 dicembre 2015

Piove.
Non sarebbe un grosso problema, se non avesse iniziato a tuonare.
Ho paura dei tuoni.
Mi arriccio su me stessa, allungando un braccio verso Hush, che dorme a fianco a me, sul divano. Lui si gira, mi abbraccia e dice che non è niente, che andrà tutto bene. Io annuisco, ma ho perso il sonno, così mi ritrovo a fissare il vuoto e a pensre. Lunghe e infinite elucubrazioni mentali che in questo tempo mi hanno reso paranoica, ma che ci ha fatto salvare il culo.
Penso che se piove non si sentono i passi e i rumori dei Gialli. Penso che potrebbero accerchiarci, magari entrare in casa e fare fuori noi per primi perché presidiamo il piano terra, a causa della pioggia. L'acqua potrebbe sciogliere la neve.
Inizio a tremare, poi il cervello inizia a combattere contro la mia emotività a suon di logica: c'è un'unica strada per arrivare qui, risalire il bosco con questo freddo è impensabile. Inoltre ricordati Daniela, hai scelto questo posto perché è quasi disabitato.
Te lo ricordi?
Sì, me lo ricordo.
Inspiro. Espiro.
Mi concentro sulla mano di Hush e finalmente mi riaddormento.
Sogno lo Slenderman, come nell'incubo ricorrente che avevo da bambina rapisce me e la mia famiglia e ci porta giù in cantina. La sua faccia è gialla.


Oggi è una giornata fiacca. Piove e non voglio uscire. Mi dà ansia il pensiero di farmi bagnare dalla piogga e quindi di ammalarmi. Metto tiro i piedi in avanti verso la stufa, anche se siamo a settembre fa freddo e in questa giornata uggiosa sembra esserlo ancora di più. Penso a Davide, mio fratello, che oggi è fuori nel prato sopra la casa, perfettamente al sicuro nella recinzione che ha tirato su intorno alla nostra abitazione. Lui prima faceva il giardiniere ed è il responsabile di quello che mangiamo qui, coltivato dalle sue stesse mani. Nei mesi scorsi ha iniziato a montare delle serre, dice che quest'inverno non se ne parla di andare a caccia e gli do ragione.
Nevicherà tantissimo nei prossimi giorni e il padre di Hush ha ammazzato un Giallo nel bosco, al posto del cinghiale che sperava di prendere. Era una signora giovane, probabilmente proveniente dalla città, era tutto meno che pericolosa visto che era quasi morta per terra. Alla fine il cinghiale lo ha preso ugualmente, proprio mentre tornava a casa in fretta e furia, ma se ce ne fossero stati altri?
Lo capiscono perchè ho il terrore che escano da qui? Perché mi angoscia il pensiero di oltrepassare il cancello?
"A cosa pensi?" mi chiede Hush. non mi sta guardando, è totalmente immerso nel suo videogioco. A volte lo invidio, il volersi comunque svagare nei momenti calmi, con un bel pc portatile che abbiamo recuperato in una delle nostre sortite. Credo giochi a qualcosa su Star Wars, uno degli ultimi titoli usciti nel 2012.
"Penso che mi sento angosciata." rispondo con un filo di voce.
Lui sbuffa, l'ho irritato. "Smettila. Lo sai bene che qui siamo al sicuro. Smettila di pensare agli altri e torna a essere la stronza egoista che mi piace."
Mi viene da ridere. Lo so che mi sta prendendo in giro, sarà sicuramente stronza, ma l'ultima cosa che si può dire di me è che sia egoista. "Scusa."
"Non mi piace quando ti scusi." Mette in pausa il gioco e si gira verso di me, l'espressione grave. "Hai convinto tutti a venire in un posto che detesti solo per tenerli salvi. Sei la prima che si offre per uscire a cercare roba e non vuoi che loro lo facciano. Hai già abbastanza di cui preoccuparti, sono adulti, non stupidi. Tienili qua dentro e se la caveranno. L'inverno è è praticamente a pieno regime ed entro fine settimana nevicherà ancora. Domani tutta quest'acqua sarà ghiacciata. Quanti Gialli di merda vuoi che siano rimasti ormai in questa zona?"
"Tuo padre..."
"Mio padre l'altro giorno ne ha ammazzato una, è vero, ma quanto si è spinto a valle? Era praticamente quasi in città! Inoltre non vediamo Gialli anziani da più di un anno e mezzo, la decimazione di quelli più giovani è prossima, non resisteranno a un'altra nevicata." mi snocciola deciso tutti i suoi pensieri e in quel momento la mia paura si dipana appena. "Abbi fede."
"Io non credo." gli rispondo "e nemmeno tu."
"Touché."
Torno a rilassarmi di fronte al fuoco, con una vena in più di ottimismo. Sono tutte cose a cui non avevo pensato e improvvisamente il pensiero di stare lì, in quella casa che avevo sempre odiato, mi sembrava la scelta più giusta. In fondo, eravamo riusciti a stare stabili nello stesso posto sin da quando la Gialla aveva iniziato a imperversare, complici il freddo e l'isolazione, non tutti avevano potuto vantare un lusso simile. So in che in ogni caso il mio ragazzo non è per niente d'accordo con me a rimanere fermi nello stesso posto. Prima o poi le risorse finiranno e dovremo spingerci sempre più in là per trovare qualcosa.
Hush torna al suo videogioco e io con i piedi davanti alla stufa, in cui tiro dentro un ciocco di legno. Penso, continuamente,

Tu che leggi, credimi: ho ancora paura.

 
 
Current Mood: scaredscared