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queenseptienna
10 October 2012 @ 10:00 am



28 dicembre 2015

Ho passato i giorni dopo natale – o post omicidio, come lo chiamo io – a evitare qualunque contatto. Anche quello di Hush, nonostante sia l’unico che può capirmi. In casa non abbiamo detto niente, solo che abbiamo trovato lo zio morto per il freddo in casa.

Ho già ucciso in precedenza, ormai lo sapete, ma erano Gialli, non… non persone. Il fatto che lo zio si fosse infettato col sangue della zia non rende meno disumano quello che ho fatto.

Ho tagliato la testa a una persona.

Quando lavoravo al Bennet mi capitava di dover tagliare la testa alle anguille vive per i clienti. Ho sempre sorriso mentre lo facevo. Dopo andavo  vomitare.

Così adesso passo il tempo sul web, dove ho scoperto altri blog di sopravvissuti. Michele e Paolo sono dall’altra parte dell’Italia rispetto a me, ma almeno se la stanno cavando. La Manu invece impreca contro l’universo, ma è quello che sto facendo io, seppur solo mentalmente. Poi c’è un’altra ragazza verso Genova che sta risalendo verso Aosta, ma non ho più sue notizie aggiornate, così mi limito a leggere i blog delle persone che so vive.

Anche Hush ha ceduto alla tentazione di tenere un diario online di quello che fa1 e la cosa mi rassicura un po’, almeno so che nel suo solito modo silenzioso si sfoga.

Insomma, faccio passare in sordina la mia tragedia interiore per dare messaggi di supporto agli altri sopravvissuti. Spesso non so cosa dire, non so cosa commentare. Lascio messaggi utili e cerco di dare quante più informazioni in mio possesso. Aiutare è anche questo.

Decido di fare una cosa che non faccio da tempo e vado su Scrittevolmente, il mio vecchio blog letterario, provando un brivido freddo quando vedo la data dell’ultimo post.

Risale a circa sette mesi fa. Chiudo immediatamente la pagina. Noi e la nostra mania di programmare recensioni a lungo termine. Una volta siamo arrivati ad avere centoventi recensione programmate. Centoventi giorni coperti minuziosamente nonostante nel mondo si stesse consumando la tragedia. Il blog era regolarmente aggiornato, nonostante l’inferno fosse sceso sulla terra, a prescindere dai Gialli che ci ammazzavano. L’ultimo di quei centoventi post è quello che ho appena chiuso.

Sospiro e mi perdo a lasciare qualche altro commento quando una folata di vento mi investe e Hush e Davide entrano in casa, hanno le spalle coperte da una spolverata di neve fresca.

Siccome non me la sono sentita di uscire in questi giorni, fingendo un dolore inesistente, è stato Davide ad accompagnare Hush fino in paese, dove hanno fatto incetta di medicinali per tutti in una farmacia defilata.

Mio fratello mi racconta con tranquillità di aver fatto fuori un paio di Gialli mentre tornavano e che erano così rattrappiti dal freddo e affamati che era quasi bastata una spinta per buttarli a terra.

Annuisco con un mezzo sorriso, ringraziando il cielo di potermene stare ancora una settimana chiusa qua dentro. Non è esattamente una cosa carina da dire, ma sono prossima al mestruo e l’ultima cosa che voglio è avventurarmi a caccia di provviste con un grosso cartello luminoso sulla testa che indicasse Ehi, sto sanguinando, venite a mangiare!

No, grazie. Ho già fatto l’errore una delle prime volte e siamo finiti inseguiti da una decina di Gialli merdosi in paese e siamo riusciti a salvarci solo saltando su una macchina e scappando via.

Hush poi aveva avuto un’intuizione e non aveva guidato immediatamente verso casa, ma aveva fatto un giro larghissimo che aveva impedito ai Gialli più furbi di capire dove ci nascondevamo.

Questi figli di puttana non sono zombie, sono vivi e intelligenti, l’ho già detto, vero?

Spero solo che questo inverno ne ammazzi buona parte, almeno in queste zone.

1 Hush tiene davvero un blog, ma le sue avventure narrano una storia totalmente diversa da quella presente in questo Survival Blog.

 
 
Current Mood: pessimisticpessimistic