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queenseptienna
17 November 2012 @ 10:00 am

12 Febbraio 2016

È passato parecchio tempo da quando ho scritto il mio ultimo post. Ammetto che abbiamo avuto parecchio da fare in queste settimane perché Hush e io siamo riusciti ad esplorare buona parte della città e raggiungere l’altra parte del fiume, all’ingresso dell’autostrada, un po’ perché abbiamo scoperto che non sono al Bennet di Belforte – dove c’è l’ingresso dell’A26 – c’è un gruppo di sopravvissuti che usa l’ipermercato come fortezza e un po’ anche perché con non poca sorpresa ci siamo resi conto che i Gialli stanno schiattando come mosche al sole.

Sarà che l’inverno è rigido da far paura e il ghiaccio ha preso il posto della neve, ma i bastardi itterici stanno crepando. Non so dalle altre parti, non mi interessa. Qui stiamo facendo pulizia.

Quelli di Belforte, come li ho chiamati, sono capitanati da Wanda, una delle boxiste del Bennet e mia ex collega. È stata molto stupita nel vedermi proprio lì, sapendo che ormai da anni vivevo a Milano e non è stato difficile stringere una sorta di alleanza con le persone che erano riuscite a rifugiarsi là dentro.

Ripulire le strade è ormai diventato l’obiettivo primario per poter ripristinare in parte questa città e anche Davide si è unito a noi nelle squadre formate per entrare in ogni casa e in ogni merdoso buco per ripulire dai Gialli questo posto.

Sono stata piuttosto meravigliata nello scoprire che i sopravvissuti sono quasi cinquecento, anime silenziose che per anni ci hanno osservati nascosti nelle loro case, circondati da infetti del Lee-Chang.

La città si avvia a una lenta rimessa in piedi, una piccola fortezza di difesa contro l’esterno, perché non sono così stupida da credere che dalle altre parti qualcosa stia migliorando. È anche la ragione perché non vogliamo abbandonare la nostra casa sui bricchi per unirci agli altri.

«Dobbiamo sempre avere una via di fuga» mi spiega un giorno Hush, mentre siamo al fiume a pescare. «Aiutare gli altri va bene, ma non dobbiamo lasciare quello che abbiamo costruito qui, perché ci ha salvato la vita e non sappiamo come andrà più avanti.»

Gli credo, anche se ho il disperato bisogno di attaccarmi a qualcosa e sperare che la situazione possa migliorare, ma so che da altre parti non tutti sono fortunati come noi.

Noi continuiamo con le nostre razzie nei paesi vicini, anche alla ricerca di sopravvissuti. Non facciamo cose stupide come lasciare messaggi affissi in giro, se qualche Giallo fosse abbastanza in forma riuscirebbe a leggere e allora sarebbe stato un lavoro vano.

Facciamo quello che possiamo per contribuire alla comunità e allo stesso tempo rimanerne fuori. Wanda ci capisce e approva la nostra decisione, ma purtroppo altre persone non sono riuscite ad avere un posto organizzato efficacemente come il nostro.

Da parte mia approvo il fatto che, nonostante l’inverno rigidissimo, i sopravvissuti si stiano organizzando. Non penso che ci sarà una nuova Estate Gialla da queste parti, ma non posso dire di altre zone.

Mi limito a sperare.


 
 
Current Mood: hopefulhopeful