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30 August 2012 @ 03:00 pm
Educazione: l'esser vecchi la fa perdere?  
Educazione: l'esser vecchi la fa perdere? La risposta è assolutamente, indubbiamente, irreparabilmente un SI secco.
Inutile dire che sono furiosa, ma cercherò di esporre la questione in maniera meno astiosa possibile.



Vi racconto una storia: c'era una volta una ragazza, che per convenienza chiameremo DANIELA, che lavorava come grafica in una stamperia di un negozio di articoli sportivi con la sua mamma e il suo capo.
Un giorno venne un signore anziano, che abbrevieremo con O, socio dell'associazione Auser di Cornaredo. L'Auser, per chi non lo sapesse, è un'associazione attiva sul territorio lombardo relativa alla terza età. Il signor O è gentile, un vecchietto simpatico, viene spesso in negozio per farmi stampare le pettorine del distaccamento "Nonno Amico", mi prende in simpatia e si fa qualche chiacchiera. O viene così a sapere che la povera Daniela è un po' come Cenerentola, non alla ricerca del principe azzurro perché è già a posto, ma che fa ventordici lavori a tempo senza riuscire lo stesso ad arrivare alla fine del mese (il fatto che Daniela spenda tutti i suoi pochi averi in fumetti e carte da Magic è un dettaglio. Daniela è nerd e pertanto è scusata, anche se sua mamma non la pensa esattamente così).
Sta di fatto che O le chiede di lavorare, per un paio d'ore alla settimana, all'Auser di Cornaredo. Daniela entusiasta ci va e lì conosce D il presidente e G il suo aiutante, ovvero quello che deve sostituire. G è un po' come O, un signore alla mano che le insegna immediatamente quello che deve fare e Daniela lo impara.
Daniela inoltre capisce subito dov'è la mela marcia della situazione (perché come tutti sanno, se qualcosa deve andare male lo farà) e la individua in D, settantenne ex-giornalista dal carattere di ferro con il vizio di parlare in continuazione, ma lentamente, spiegando ogni singola cosa. Daniela non lo soffre, ma è una persona molto paziente, perché è anche stata OSS e sa che gli anziani sono tutti un po' così alle volte.
Daniela continua ad andare tranquillamente all'Auser e a compilare le sue lettere, ma succede che O dice a D che Daniela è anche grafica e potrebbe aiutarli a rifare il volantino della nuova festa. G allora la chiama e lei accetta. Si porta dietro il suo pc e va, pronta a cercare di capire quello che deve fare. Presenti nel microscopico ufficio sono Daniela, D, G, O e C, signora facente parte del direttivo, anche lei molto gentile e simpatica le cui opinioni vengono immediatamente scartate da D.
I sensi di grafica di Daniela esplodono quando capisce che deve rifare un volantino fotografico partendo da una fotocopia, perché del file originale non c'è traccia (il buon G le spiega che loro non sanno usare Photoshop, per cui non hanno nessun materiale di riferimento). Daniela allora spiega a D, già insofferente, che sarà un lavoro molto lungo, che probabilmente dovrà finirlo a casa, perché il file è grande 70x100 CENTIMETRI e il suo pc fa fatica con un formato così grande.
Inizia a rifare il volantino partendo dalla scritta. Quale grande errore! D vuole che parta dallo sfondo, lei allora cerca di spiegargli che è meglio finire subito le parti più difficili e che meritano più tempo, ma lui non le vuole sapere, a questo punto inizia a insultare Daniela, millantando competenze tecniche che non possiede (D) e insultandola affermando: tu non capisci niente di quello che ti viene detto. Aggiungiamo altri insulti gratuiti, poiché Daniela si arrabbia e risponde (le era stato detto di non contraddire MAI D, ma insomma, a tutto c'è un limite) e si sente dire la frase magica: tu devi portare rispetto perché sei giovane e noi anziani.
La storia finisce con Daniela che si alza e se ne va, sempre con molta educazione, riferendo di trovarsi qualcun altro. Torna in negozio da mamma, che assiste alla scenata isterica e le dice che fa prima a starsene in negozio.




Inutile dire che tutto questo è accaduto a me questa mattina (mattina persa sul lavoro per andare lì, ben inteso). Le cose si sono svolte in maniera decisamente peggiore a quanto narrato, poiché non ho elencato la lunga sfilza di insulti che D mi ha rivolto quando mi sono mostrata decisamente irritata dalla sua maleducazione.
Più di tutto, a mandarmi in bestia è stata appunto la frase tu devi portare rispetto perché sei giovane e noi anziani.
La domanda è: perché un anziano si sente in dovere di comportarsi da maleducato quando non ve n'è necessità? Perché fare leva su questo aspetto (gioventù/anzianità) per misurare il rispetto? Su cosa si misura il rispetto? Di sicuro non in base all'età, come mi dice Hush.

Il rispetto si basa sulle azioni di una persona, non in base a quante primavere ha raggiunto e la differenza d'età (ma anche tante altre cose) non dovrebbe far paventare a qualcuno il pensiero di avere un qualche diritto di essere maleducato in modo gratuito col suo prossimo.

Avrò perso un lavoretto, credo, ma non sono una pecora. Di farmela mettere in culo da uno stronzo per pochi spiccioli... mi spiace, ma ho già dato.
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NagiEveryone Trash~manubibi on August 30th, 2012 01:45 pm (UTC)
Aggiungo solo che l'anzianità dovrebbe portarti saggezza, quindi se ti senti giustificato a fare il cafone con una persona che è lì per lavorare per te significa che sei un cafone e che non hai capito NULLA del concetto di anzianità=esperienza. Hai fatto bene ù_ù
queenseptienna: Watchmen - Ozymandiasqueenseptienna on August 30th, 2012 01:51 pm (UTC)
Grazie e_e
Che poi magari sono stata io che mi sono agitata troppo, ma certe cose davvero non mi vanno giù.
Più che essere gentile e sorridente che devo fare? Una fetta di culo col limone sopra? >__>
NagiEveryone Trash~: Beatlesmanubibi on August 30th, 2012 03:21 pm (UTC)
No, niente, li lasci lì nella loro arrogante incompetenza. Non vale proprio la pena farsi il sangue amaro con certa gente :/ *coccola*