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Survival Blog - 4 - L'inverno è già arrivato



21 dicembre 2015

Si avvicina Natale, usanza ormai totalmente caduta in disuso anche se ogni anno ci sforziamo di rendere la cosa meno evidente. Festeggiamo comunque, anche se non c'è nulla di religioso nei nostri gesti (mai ci è stato e mai ci sarà). Ancora quattro giorni e mamma ci metterà nel piatto porzioni doppie, ci scambieremo regalini di fortuna e soprattutto ringrazieremo di essere vivi.
Oggi io e Hush abbiamo deciso di spingerci più in là in città e il nervosismo è palpabile. Non abbiamo detto niente agli altri, ma sanno che abbiamo saccheggiato ogni casa negli ultimi anni e si è fatto necessario trovare più provviste per affrontare il resto dell'inverno. Siamo andati via oggi proprio perché ha smesso di nevicare e ci sono meno probabilità di Gialli sopravvissuti in giro per le strade.
Scendiamo la montagna con le nostre mountan bike, alla fine della strada nella frazione a valle - accuratamente ripulita dagli infetti durante il nostro secondo anno di permanenza - ad aspettarci c'è un furgone bianco, un Ducato. Lo abbiamo trovato in un garage poco distante, probabilmente appartenuto al vecchio cantoniere, e Hush mi ha fatto notare quanto fosse un mezzo più adatto e resistente (e forse meno rumoroso) dell'Ape che mi ostinavo a voler usare durante le nostre incursioni. Ci abbiamo dipinto il simbolo dell'Hydra su una fiancata, un po' perché ci ricordava qualcosa legato ai fumetti che amavamo, un po' anche per riconoscerlo a distanza. O forse erano solo tentativi di aggrapparsi a qualcosa della vecchia vita.
Una volta caricate le bici dentro il furgone, saliamo e proseguiamo lungo la strada, con estrema cautela. Lo strato di neve ghiacciata è spesso e senza personale del comune che pulisce le strade è molto difficoltoso avanzare. Serviranno diversi viaggi per riportare a casa quello che raccoglieremo, ma è una fatica necessaria: non possiamo tenere pulita la strada che sale sulla montagna, è la nostra barriera naturale contro i Gialli.
Il nostro obiettivo di oggi è il Bennet in città, nonostante sia passato molto tempo, non ci siamo mai avventurati fino a lì. In realtà ci sarebbe un secondo Bennet poco distante, a meno di due chilometri, ma per arrivarci bisognerebbe oltrepassare il fiume, oltre al fatto che è praticamente una fortezza. Non siamo mai andati così distante, tutto ciò di cui abbiamo avuto bisogno lo abbiamo sempre reperito in maniera centrica prima vicino e poi allontanandoci piano piano, anche perché io là ci lavoravo una volta e l'idea di trovarci i miei ex colleghi in versione Giallo mi procura sempre un sottile stato di ansia.
Il primo Bennet quindi ci sembra una scelta più apprezzabile, ma subito capiamo che il nostro mezzo non può aiutarci più di tanto. Siamo bloccati nella neve che ormai si è accumulata davanti al muso del Ducato e immediatamente mi do della deficiente perché non avevo pensato che senza qualcuno che pulisse le strade non avremmo potuto circolare.
"Dovevamo prendere un cazzo di trattore." ringhia Hush. "Dobbiamo tornare indietro."
Il problema è che fare manovra è impossibile. Siamo bloccati nel mezzo di una rotatoria, siamo vicini al nostro obiettivo e troppo distanti da casa per rifarci tutta la strada in mountain bike.
All'improvviso qualcosa attira la mia attenzione. Un movimento lento, quasi ciondolante. "C'è qualcuno."
Hush alza la testa di scatto e guarda nella mia direzione. "Un Giallo. Uno solo, per fortuna."
"Dovremmo ucciderlo." propongo.
Lui scuote la testa e mi fa cenno con il mento. "Non credo che nemmeno sappia che siamo qui."
In effetti non ha tutti i torti. Nonostante il motore acceso sia un rumore abbastanza forte da richiamare l'attenzione nel silenzio totale, il Giallo arranca nella neve come se non ci vedesse. Indossa abiti leggeri e ha le labbra viola, prossimo all'assideramento. Non importa quanto possa nutrirsi, se non trova un posto riscaldato entro breve, è destinato a crepare.
Mi perdo nei miei pensieri fino a che Hush non riesce a girare il dannato furgone e rimetterlo sulla strada del ritorno. Nel frattempo il Giallo ha ciondolato proprio sulla nostra traiettoria, dove la neve è schiacciata dal passaggio del Ducato. Hush ingrana la prima e accelera con calma. Con tutta la tranquillità del mondo avanza, il muso del furgone si appoggia contro il Giallo che ancora ci ignora e quasi al rallentatore lo vedo sparire sotto le ruote. Nessun impatto violento, nessuno schizzo di sangue. Solo il lieve sobbalzare delle ruote sul corpo schiacciato e davanti a noi la strada del ritorno.



Tags: survival blog
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