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[Batman] La “grande” fuga

Titolo: La “grande” fuga
Fandom: Batman
Autore: queenseptienna
Beta: hikaruryu
Rating: NC17('nzomma...)
Pairing: Batman/Robin
Genere: Erotico
Avvertimenti: Sesso descrittivo, Slash, PWP, BDSM. OOC così son tutti felici ^__-
Info: Scritta per la prima edizione del Bondage Fest di Halloween organizzata dal Marauders Archive e dal Bradley Fan Forum, su iniziativa di quella matta di hikaruryu che ha trovato in me una spalla altrettanto perversa e pazzoide per sostenere l'impresa XD. Dedicata a Santa narcissa63 da Roncolandia (cit. hikaruryu ) o CHARLES come la chiamo io v_v e ad bad_asmodai (che gradisce molto di più questo pairing).
Una piccolissima nota importante: io patisco Robin come i gatti l'acqua. Non mi piace questo mocciosetto, preferisco di gran lunga il Joker, ma mi sono detta che il ragazzino si presta meglio a misteriose pratiche bondage. In fondo Joker non avrebbe partecipato con lo stesso entusiasmo XDDD
Note2: Inutile dire che, dopo aver letto il racconto di leliwen e quello di bad_asmodai , mi sento di dire che non posso reggere il confronto con loro q.q
Disclaimer: Batman e Robin sono di proprietà della DC Comics. Non detengo alcun diritto su di loro e questo è un racconto di fantasia senza scopo di lucro. Nessuna violazione del copyright è intesa e poi, diciamocelo, se volessi guadagnarmi due lire starei a scrivere di Batman? XDD



Go on and wring my neck
Like when a rag gets wet
A little discipline
For my pet genius
My head is like lettuce
Go on dig your thumbs in
I cannot stop giving
I'm thirty-something
Sense of security
Like pockets jingling
Midlife crisis (*)



L'ennesima fuga.
Ancora una volta quel moccioso era fuggito, spaventato dai suoi demoni, o più semplicemente lo aveva fatto per farlo ammattire. Bruce Wayne si maledisse mille volte e per altrettante si diede dello stupido. Come gli era potuto saltare in mente di accogliere quel ragazzino e farsi aiutare da lui?
Oh, ma lo avrebbe punito. Era stanco che il giovane “Robin” si prendesse gioco della sua pazienza. Lo avrebbe trovato, lo avrebbe legato e... cosa?
Bruce si fermò in mezzo al corridoio, fissando imbambolato il pavimento davanti a sé. Cosa voleva fare a Tim Drake?
Un brivido gli percorse la schiena, risvegliando dentro di sé il famigliare senso di desiderio che lasciava un sentiero bruciante nel suo animo. Si appoggiò al muro, mentre una goccia di sudore gli solcava la fronte. Si ricordò improvvisamente del motivo per cui Robin aveva paura di lui, nonostante gli volesse bene.

Il giorno prima, un'emergenza aveva segnalato a Bruce di sbrigarsi ad indossare il costume di Batman e, per farlo, avrebbe dovuto recarsi nella propria stanza. Durante il tragitto non aveva esitato un attimo e si era recato dal ragazzo per avvertirlo. Peccato che quando aveva aperto la porta, era rimasto sconvolto dalla visione di Robin che si spogliava, completamente nudo e pronto ad indossare i panni d’aiutante dell'Uomo Pipistrello. Bruce era rimasto inchiodato alla porta, a fissare quei riccioli scuri che accarezzavano la nuca del giovane, mentre questi era di spalle e gli mostrava la schiena sottile, ma robusta. La sua pelle era bianchissima e dava l'idea di essere liscia, morbidissima sotto le dita e Wayne non aveva resistito a guardare più un basso, dove quella curva invitante diventava il solco dei suoi glutei sodi.
Aveva chiuso gli occhi, sentendo improvvisamente la bocca farsi secca a quella visione ed aveva immaginato le gambe di Tim chiudersi intorno ai propri fianchi mentre affondava selvaggiamente dentro di lui, mentre lo possedeva. Aveva tentato di pensare a come potesse trasfigurarsi dal piacere quel volto giovanissimo, ma in quel momento il ragazzo si era voltato indolente e gli aveva letto in volto tutto quel feroce desiderio, rimanendone spaventato.


Bruce si maledì almeno un altro migliaio di volte, mordendosi anche la lingua per la rabbia. Era solo colpa sua se Drake se l'era, giustamente, data a gambe. Che diamine, avevano sempre condiviso tutto, gli aveva insegnato ogni mossa, ogni tecnica, ogni cosa. Tranne difendersi da lui.
La verità, invece, era qualcosa che l'Uomo Pipistrello si rifiutava di accettare. Tim era scostante ed irritabile da mesi, era più probabile che si fosse allontanato per quel qualcosa che lui non riusciva a capire, piuttosto che per l'episodio del giorno precedente.
Non si capacitava.
Sbuffò e diede un pugno contro la parete, sentendo le ossa della mano scricchiolare all'impatto.


Passarono i giorni, ma di Tim nessuna traccia. Batman aveva perlustrato ogni strada di Gotham, ma del ragazzo nessuno sapeva niente. Infine, un colpo di fortuna: l'aveva trovato fuori da una bettola, mentre partecipava ad una rissa. Il condottiero mascherato intervenne e la sua sola presenza bastò a far fuggire i malfattori, ma “Robin” non era così felice della sua presenza.
-Cosa ci fai qui?- urlò rabbioso, con il volto arrossato e deformato dalla furia. -Vattene!-
Bruce fece una smorfia e lo afferrò per un braccio, senza proferire parola. Chiuse il riottoso ragazzo nella presa ferrea delle sua braccia e lo portò via di lì, lontano da sguardi indiscreti. L'altro si dibatteva, dandogli pugni ben piazzati dove la corazza non lo difendeva, ma il più grande resisteva strenuamente.
Una volta tornati alla Bat-Caverna, il ragazzo diede ulteriore sfogo di sé, non volendo rimanere lì con lui: -Sei un bastardo, Bruce! Tu non sei mio padre, non puoi dirmi cosa devo fare o meno!- gridò.
A quel punto, Batman esplose. Aveva passato tutto il suo tempo a crescere, educare ed addestrare quel moccioso insolente. Si tolse la maschera con troppa forza e la gettò a terra, prima di avvicinarsi a Tim ed afferrarlo per la maglia logora.
-Sa solo Dio quanto sono lontano dall'essere tuo padre e solo per questo mi trattengo dal tirarti un pugno come meriteresti, piccolo moccioso ingrato!- sibilò, spalmandolo su una parete e incollando le labbra alle sue.
Robin sussultò, preso alla sprovvista. Lottò ancora per qualche istante, ma quasi subito si arrese al bacio e si strusciò senza volere contro il corpo del proprio mentore. Questi gemette, al suo orecchio, ma Drake sembrò riprendere coscienza e lo spinse via.
-Lasciami!- strillò e Wayne lo inchiodò di nuovo al muro.
-Cosa vuoi da me, eh?- strillò -Te ne vai, scappi senza dire niente... cosa cazzo credi di fare?!-
-Smettila Bruce, lo sappiamo tutti e due che sei così soffocante, così... vecchio!- balbettò il ragazzo, arrossendo ad ogni parola.
-Vecchio, eh?- mormorò l'uomo, registrando quel disagio. -Ma vedi Tim, io e te non abbiamo alcun rapporto che possa far incidere l'essere “vecchio” fra me e te. Soffocante... beh, cerco solo di insegnarti a sopravvivere.-
-Io... scusami, io...- Robin non osava guardarlo in viso, temendo di rivelare una verità ben differente. Adorava Bruce, semplicemente bruciava ogni volta che lui lo guardava, eppure Batman non lo aveva mai minimamente considerato da quel punto di vista. Fino al giorno prima che fuggisse.
Quando l'aveva visto sulla soglia della propria stanza, a fissarlo con evidente desiderio, Tim aveva avuto paura e non erano bastati tutti i suoi propositi di confessare al suo mentore quello che provava per lui. Era scappato come un codardo, preferendo la solitudine al coraggio di parlare a quell'uomo che gli aveva donato tutto, compresa un'esistenza dignitosa.
Sollevò lo sguardo ed emise un gemito, Wayne era così... affascinante! Immediatamente sentì il sangue scorrere più veloce in posti diametralmente opposti al suo cervello. L'uomo lo scrutava a metà fra l'irritato ed il curioso e, buon Dio, quella bocca! Lo aveva baciato così selvaggiamente che Tim quasi si sentì mancare.
-Sono stanco di queste tue fughe.- stava intanto dicendo l'altro -Temo che dovrò punirti, per farti imparare la disciplina.-
-Tutto quello che vuoi... padrone.- osò il ragazzo, mordendosi il labbro subito dopo per quell'immane sfrontatezza. Forse quello era l'unico modo per comunicargli ciò che voleva da lui senza dirlo apertamente. Difatti Batman boccheggiò, aprendo e chiudendo la bocca più volte, sconvolto.
-Oh... bene...- borbottò, mentre nei suoi occhi si faceva strada una luce sinistra. Pochi istanti più tardi, posò un fazzoletto sul suo viso ed il giovane Robin perse i sensi.


Bruce non avrebbe mai creduto che sarebbero arrivati a quel punto, mai, mai, mai e ancora mai. Eppure... quella parola era rotolata sulla lingua sfrontata di quel giovane e lui ne era rimasto giustamente shockato.
In quel momento lo stava studiando, riverso nel proprio letto dove lo aveva posato dopo averlo fatto addormentare con il vecchio trucchetto del cloroformio nel fazzoletto. Un classico che non tramontava mai.
Quando Tim aprì gli occhi, sentendosi le palpebre pesanti come macigni, non si accorse subito dello stato in cui si trovava. I suoi polsi erano legati da due bracciali, composti da delle semplici fasce di pelle nera e lucida, unite da alcuni anelli metallici. Mosse le gambe, ma le proprie caviglie avevano subito la stessa sorte ed un gemito gli scappò dalle labbra, quando piegò la testa e sentì un collare intorno alla gola, collegato ad una lunga catena attaccata al muro. Per il resto, era completamente svestito. E prigioniero.
Davanti a lui, il Cavaliere Oscuro lo fissava a braccia incrociate, con un'espressione indecifrabile dipinta sul volto, ancora bardato con la propria armatura e, poco dopo, sempre nello stesso silenzio, Bruce prese a staccarsi di dosso un pezzo dopo l'altro.
Ogni frammento di corazza che cadeva a terra rivelava pelle nuda e muscoli guizzanti. Robin si sentì improvvisamente curioso e, diamine, stava diventando così duro!
-Non così in fretta.- tuonò la voce sferzante dell'altro, che lo aveva visto portarsi le mani in avanti per cercare un minimo di soddisfazione. -Non ti toccherai, è un ordine.- scandì, calcando le ultime parole.
Il ragazzo si bloccò, ma poi annuì allontanando i palmi con i quali, in realtà, bramava di toccarsi.
-Non mi è piaciuta la tua ennesima fuga.- asserì l'altro. L’usbergo cadde a terra, rivelando il suo torace perfetto -Come ti ho già detto, meriti una punizione. Dovrò infliggerti una sana sessione di disciplina.- annunciò.
Qualunque cosa fosse stata, a Tim non interessava un granché. Quello che desiderava era lì, davanti a lui, serio ed impenetrabile, ma sempre più dannatamente nudo. Ormai si sentiva al limite: la propria erezione svettava insoddisfatta e gocciolante, mentre quella di Bruce ora puntava dritta verso di lui.
Un altro gemito gli scappò dalla gola, quando si spinse in avanti, ma la catena che lo teneva inchiodato alla parete frenò la sua corsa, lasciandolo con le labbra a pochi centimetri dal suo mentore.
-Cosa vuoi?- gli chiese questi e Drake ringhiò un: -Lo sai!-
L’Uomo Pipistrello si concesse il primo sorrisetto della giornata: -No, non lo so.- obbiettò.
Il ragazzo sbuffò irritato ed a tentoni si mise sulle ginocchia, allungò le braccia sottili ed accarezzò le cosce toniche del compagno. Questi fece un pigro passo indietro e Robin perse l'equilibrio, cadendo in avanti e rischiando di strangolarsi con la catena.
-No, no, no. Troppo facile così.- Subito Batman gli mise le mani sulle spalle e lo spinse all'indietro, facendolo ricadere fra le lenzuola del materasso e salendogli sopra a gattoni: -Allora, cosa vuoi?- ripeté, afferrandogli il mento con le dita e passandogli il pollice sulle labbra, fino a che il giovane non le dischiuse e prese a lambire il suo dito con la punta della lingua. Il più grande sbarrò gli occhi, ma fu solo un attimo.
Presto Tim si ritrovò a quattro zampe, per quanto gli era consentito dalle manette di cuoio, con Bruce in ginocchio davanti a lui. -Ti ripeto, cosa desideri da me?-
Il ragazzo non rispose ancora, osando avvicinarsi e baciando la pelle tesa del ventre del compagno, depositando baci che sembravano soffi intorno all'ombelico, scendendo poi verso il pube. Quanto avrebbe voluto avere le mani libere, per potersi sorreggere ed arrampicarsi contro quel corpo scolpito nel marmo! Invece si era sempre dovuto accontentare di sentire quei muscoli sotto le dita durante le sessioni di allenamento d’arti marziali. Decisamente poco eccitante, almeno non per lui, che doveva poi rifugiarsi nella doccia a dare sfogo ai bassi istinti.
Wayne inspirò bruscamente, a causa del suo fiato che s’infranse sulla punta della propria erezione.
Drake lo studiò per qualche istante, subito un languore si diffuse nel suo bassoventre e sentì le gambe diventare gelatina. Si chiese come sarebbe stato dopo, quando sarebbero passati alla fase successiva. Tutto ciò non mancava di eccitarlo terribilmente. Poi, finalmente, si decise. La lingua scivolò fuori dalla sua bocca, con la stessa naturalezza con cui aveva pronunciato la parola padrone circa un'ora prima. Lambì il glande arrossato ed un altro respiro secco gli segnalò che Batman stava gradendo. Gradì ancora di più quando la sua lunghezza fu cosparsa di piccoli baci e fugaci leccatine. Solo più tardi, quando era ormai un concerto di gemiti e approvazioni, Tim si decise a prenderlo in bocca.
Bruce abbassò la testa e guardò Robin, il suo aiutante contro il crimine, legato come un cane alla catena, nudo ed ammanettato, succhiarglielo fino a strappargli l'anima. Dio, quanto lo voleva! Eppure non riusciva ancora a comprendere il motivo della sua fuga. Quel ragazzo si stava comportando in modo così lascivo, nonostante l'evidente timore che aveva avuto di lui quel giorno. Non riusciva a trovare il nesso, gli sembrava quasi di avere di fronte due persone diverse. Si chiese anche se non stava osando troppo, se non si era spinto troppo in là... dovette interrompere quelle elucubrazioni e separarsi violentemente dal ragazzo, che lo stava portando dritto in paradiso solo con la propria bocca. -Sei un vizioso.- sibilò, scostandolo da sé e facendolo ripiombare nuovamente sul materasso, con le gambe spalancate, ma fermate dai lacci di cuoio. Si avventò su di lui, cercandone le labbra morbide e l’amante rispose con entusiasmo al suo bacio.
-Bruce...- mormorò, strofinando una guancia contro la sua -Io... ho bisogno... padrone.- ansimò.
Di nuovo.
Il cervello del Cavaliere Oscuro andò definitivamente in corto ed afferrò il lubrificante, con cui si unse accuratamente le dita. Tim sussultò spaventato, quando queste ultime entrarono in lui dopo aver giocato pigramente con il bordo della sua apertura, penetrandolo con forza ed accarezzando quel piccolo rigonfiamento che lo stava facendo impazzire.
-Bruce... Bruce... Bruce...- il ragazzo pigolava il suo nome, spingendosi contro la sua mano e Wayne rimase a guardarlo con meraviglia. Drake era bellissimo, con i capelli neri che gli aderivano alla fronte sudata, gli occhi languidamente scuriti dal desiderio e la bocca voluttuosamente arrossata dai baci. Quando estrasse le falangi, Robin soffiò insoddisfatto, ma Batman perse tempo a slacciargli i fermi alle caviglie e si sistemò tra le sue gambe.
-Non c'è niente che vuoi dire al tuo padrone?- soffiò contro le sue labbra; nel frattempo gli passò le mani sotto le ginocchia, tirandolo verso di sé e facendogli bruciare la pelle per l’attrito col materasso.
-Si...- balbettò il moro, chiedendosi se era il caso di confessare quello che provava. -Si... ti voglio e… ti amo.- Sollevò lo sguardo ed incrociò quello stupefatto del suo mentore, che senza fiatare affondò in lui e Tim gridò, dimenticandosi totalmente di qualunque cosa che non fosse strettamente collegata a Bruce Wayne che si muoveva dentro di lui, facendogli perdere totalmente la ragione.
Solo molto più tardi, dopo un'infinità di grida, gemiti e piacere, venne liberato dalle manette di cuoio ai polsi e dal collare. Bruce rimosse tutte le costrizioni con delicatezza, massaggiando la pelle arrossata e lenendola con la propria lingua.
-Ah...- gemette Robin, ritrovandosi riverso tra le braccia del compagno, con la gola esposta all'assalto del baci. L'amante sorrise contro la sua giugulare, risalendo poi finalmente alla sua bocca. -Allora, possiamo parlare, ora?- chiese.
Tim sorrise languido: -Sei tu quello che mi ha legato come un salame, cosa c'è da dire?- domandò sfrontato.
-Non è di questo che volevo parlarti, lo sai.- replicò Batman piccato, più che mai deciso a farsi spiegare il vero motivo della fuga del ragazzo, se era vero, come aveva mormorato prima, che lo amava. Un tintinnio metallico e la sensazione del cuoio addosso, però, lo distrassero. La cinghia di pelle nera del collare si chiuse intorno alla sua gola e venne spinto a propria volta sul materasso, mentre il suo Robin gli saliva sopra con aria maliziosa.
Bruce sorrise. Dopotutto, forse la discussione poteva aspettare ancora un po'.


FINE


(*) Il pezzo di brano all'inizio è tratto dalla canzone “Midlife Crisis” dei Faith No More.



Tags: batman, bondage fest, fanfiction, halloween, sfide
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